"Tassa sui cani in Alto Adige, bene avere rinunciato"
Disegno di legge ritirato: commenti positivi dal sindaco agli albergatori. Rimane però in vigore la legge che stabilisce che dal primo gennaio 2026 i proprietari debbano fare la profilazione genetica del proprio cane
BOLZANO. Tutti d'accordo o quasi: bene che l'assessore provinciale Luis Walcher abbia ritirato il disegno di legge che avrebbe dovuto introdurre la tassa sui cani a causa del mancato accordo con gli alleati di giunta (FdI e FI), ma anche per il coro di no levatosi dalla società civile. Soddisfatta Anna Scarafoni, la consigliera provinciale di FdI che aveva organizzato una conferenza stampa il giorno prima che il disegno di legge arrivasse in giunta: «So di aver fatto arrabbiare sia il proponente che i sostenitori del disegno di legge, ma sono molto contenta di aver contribuito a sventare un provvedimento che sarebbe stato solo un dispetto per i cittadini; e non avrebbe risolto il problema della sporcizia delle strade che in larga parte non dipende dalle deiezioni canine».
Soddisfatto anche il sindaco Claudio Corrarati: «È vero che gli introiti della tassa sarebbero stati destinati ai singoli Comuni per la gestione delle aree cani e la pulizia di piazze e strade, ma come sindaci avevamo espresso le nostro perplessità, perché sarebbe aumentata e non di poco la burocrazia». Gli albergatoriRicordiamo che la proposta Walcher prevedeva il pagamento di 100 euro l'anno di tassa sui cani per così dire residenti; 1,50 euro di tassa di soggiorno per quelli dei turisti in vacanza per ogni giorno di pernottamento in provincia. In particolare la seconda parte aveva provocato la levata di scudi dell'Hgv, l'associazione degli albergatori. «Giusto - dice Raffael Mooswalder, direttore dell'associazione - fare di tutto per sensibilizzare i proprietari di cani, ma come avremmo potuto spiegare agli ospiti che in Alto Adige si applica la tassa sugli amici a quattro zampe? Una misura che sarebbe andata in direzione contraria a tutto quello che facciamo e investiamo a livello di marketing per rendere l'Alto Adige sempre più attrattivo per i turisti».
Ritirata la proposta Walcher, rimane però in vigore la legge che stabilisce che dal primo gennaio 2026 i proprietari debbano fare la profilazione genetica del proprio cane. Per chi non dovesse adeguarsi è prevista una multa da 200 a mille euro. Ma l'analisi del Dna del cane, introdotta per risalire al proprietario incivile che non raccoglie le deiezioni, è troppo complicata: «In provincia - ha spiegato il presidente dei veterinari Franz Hintner - i cani che hanno fatto il test del Dna sono circa 13 mila; ce ne sono altri 27-28 mila, se non di più, che dovrebbero essere testati. Un numero enorme. Questa legge, che non ha precedenti in altri Paesi, è destinata a restare lettera morta». D'accordo Mooswalder: «Tutta la questione è nata sotto una cattiva stella: improponibile la tassa; impossibile sottoporre ad analisi tutti i cani e poi procedere all'esame delle deiezioni, per risalire al proprietario. Significherebbe aumentare a dismisura la burocrazia». Il Bauernbund«Proprio perché fare l'esame del Dna a tutti i cani sarebbe complicato - dice Daniel Gasser, presidente del Bauernbund, la corrente della Svp alla quale appartiene l'assessore Walcher -, era molto meglio introdurre la tassa. È un problema e rappresenta anche un costo quello di strade e piazze sporche per colpa dei proprietari di cani maleducati». A.M.