Tutte le tappe dell’operazione Areale, dal primo protocollo d’intesa del 2016

Bolzano. «Quando si è avviato il progetto Areale? Sono 20 anni che il Comune decise di farsi promotore del recupero. Ricordo - dice Maria Chiara Pasquali - che sindaco era ancora Salghetti, vice...

Bolzano. «Quando si è avviato il progetto Areale? Sono 20 anni che il Comune decise di farsi promotore del recupero. Ricordo - dice Maria Chiara Pasquali - che sindaco era ancora Salghetti, vice Pichler Rolle, assessore all'urbanistica Silvano Bassetti». E in Provincia Luis Durnwalder. Con Di Puppo e Luisa Gnecchi. Sembra un secolo fa. Ma è da allora che l'idea è diventata programma di governo. Poi, fu la stessa Pasquali, subentrata a Bassetti nel dicastero municipale a condividere tutto il percorso seguente. Con la giunta che aveva come sindaco Spagnolli, vice Ladinser. «E già in Provincia era arrivato Kompatscher, con Mussner e Tommasini» ricorda ancora l'ex assessora Pd all'urbanistica. La data del protocollo l'intesa con le Ferrovie? Il 2006. Dunque, facendo i conti, sono quasi due decenni che l'Areale è entrato ufficialmente nei documenti d'accordo delle giunte comunali, nelle intese stipulate con quelle provinciali e nei tavoli congiunti con le Ferrovie. Quando, in questi giorni, si ragiona sulle obiezioni del vicesindaco dimissionario Christoph Baur rispetto al grandioso progetto di riqualificazione e sulla sua cornice normativa e progettuale, serve offrire le proporzioni temporali della questione. Che non è apparsa pochi giorni fa, con la firma dell'accordo di programma dell'attuale giunta municipale (con l'Areale al primo posto) e sottoscritta da tutti i partiti e gli assessori, ma data quasi dal secolo scorso. Dopo le intese e gli accordi di massima tra Comune, Provincia e Rfi , nel corso degli anni precedenti, fu infatti nel 2006 che col protocollo ufficiale di accordo tra i tre interlocutori, nacque la società Arbo. Poi, un po' di anni dopo, nel 2010 venne posto in essere il concorso internazionale di progettazione. A questo bando parteciparono decine di studi italiani e da ogni parte del mondo, con nomi importanti, anche se poi esclusi come, ad esempio, Daniel Liebeskind. Successivamente si pose in essere il Pru, per la riqualificazione urbana di quel lotto. E Boris Podrecca, il progettista viennese-triestino-veneziano vincitore del concorso, firmò il Masterplan dell'Areale. Il 13 dicembre del 2013, in una affollatissima serata nell'aula magna dell'Università di Bolzano, Podrecca con l'ingegner Desideri per tutta la parte legata alla viabilità intorno alla grande operazione, presentò i particolari del progetto alla città e al mondo politico e economico. Nel 2015 venne poi firmato il preliminare dell'accordo di programma. La realizzazione ad opera di un unico soggetto a cui sarebbe stata aggiudicata la concessione, era presente “ab initio”. Per la società Arbo, per le istituzioni territoriali e per Ferrovie era sempre stato chiaro che il riferimento costruttivo sarebbe stato unico. «L'operazione è talmente complessa e costosa che rapportarsi a più soggetti impegnati in più lotti sarebbe impraticabile in sede di controllo politico» era stato detto già alla Lub. Nei passaggi successivi, invece, proprio per evitare “cambiali in bianco” ad un unico aggiudicatario, erano state inserite precise integrazioni all'accordo: obbligo di coinvolgere le imprese locali, richiesta all'aggiudicatario di prevedere vasti spazi verdi e soprattutto di edificazione pubblica (piscine, centri culturali, alloggi anziani) inseriti nel quadrante di edificazione privata. Va poi rilevato che il soggetto che ha più concretamente spinto per la soluzione unica è stato Rfi. Ferrovie che, per inciso, sono le uniche proprietarie dell'area di cui si sta discutendo e che hanno accettato di cedere il grande lotto edificabile in cambio del finanziamento dell'«arpa», lo spostamento della curva dei binari.