Il cantiere

Unibz, Ingegneria accelera: al via nel primo trimestre 2024 

Rischia di essere l’unico grande progetto pubblico a rispettare tempi e costi. Ma l’emergenza sarà abitativa: mancano studentati per ospitare almeno 500 nuovi arrivi in Zona



BOLZANO. Sarà forse l’unico grande progetto fatto e finito nei tempi previsti. E senza eccessivi incrementi nei costi. 

Opera strategica, perché dentro la nuova facoltà di Ingegneria che sta salendo giorno dopo giorno dalle sue fondamenta - all’angolo tra via Volta e via Buozzi - pioveranno almeno 500 persone tra studenti e docenti. Per Bolzano sud un’iniezione di vita. 

Nell’ultimo vertice operativo sono stati definiti gli ultimi dettagli. 

«Conclusione cantiere all’inizio del 2024», rivela Ulrich Stofner, del dipartimento Economia della presidenza della Provincia e "padre" del Techpark, «prevediamo l’apertura ufficiale con inaugurazione nel primo trimestre dello stesso anno». 

Una accelerazione che spiega molte cose. La prima è la preoccupazione della stessa Lub, felice per il progetto in via di attuazione, ma sulle spine per un fatto: 500 studenti non si sa dove metterli. 

Per questo Paolo Lugli, il rettore e Günther Mathà, il direttore, telefonano quasi ogni giorno in Comune e in Provincia per accelerare gli iter degli studentati. Tre dei quali sono in programma (presentati da privati) proprio nei pressi della nuova facoltà: a ponte Resia, all’ex Bic e in via Grandi. 

Ma devono ancora entrare in possesso del cambio di destinazione d’uso. Mentre i tempi stringono. Con l’arrivo delle centinaia di giovani dovrà essere ripensata la stessa identità dell’annesso produttivo urbano del capoluogo, sempre più indirizzato ad un terziario avanzato da un lato, ma anche a diventare parte viva della città. 

I lavori di cantiere sono stati a loro volta divisi in quattro lotti separati: quello edile aggiudicato alla ati Unionbau, il lotto facciate alla Ati metal Renon con la Pichler Projects, quello elettrico aggiudicato alla Elpo e Obrist e infine il lotto meccanico in carico alla Schmidthammer. 

Come si vede, la progettazione lavori, che è guidata dall’architetto Davide Olivieri dello studio Olivieri Office, da Giorgio Rala della Ited Ingegneria e da Giovanni Carlini, dello studio omonimo, si è affidata a molte aziende locali attivando così forze lavoro del territorio e occupazione. «I lavori - ripete Stofner - hanno rispettato il crono programma nonostante le difficoltà determinate dai prezzi e dal reperimento del materiale». Completati gli interventi di scavo, fondazione, muri perimetrali, vani scala del piano interrato con finiture a vista in cemento, si è poi definita l'armatura del primo settore del solaio a copertura dell'interrato e, proprio l'altro giorno, è stato effettuato il definitivo getto di calcestruzzo. Ora, si sale in superficie per i prossimi mesi. P.CA.

















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