La vertenza

Valbruna partecipa al sopralluogo, ma attacca la Provincia e il bando

Si tratta di un passaggio necessario per partecipare al bando sul diritto di superficie. Pur adempiendo alla procedura, la società ribadisce l’illegittimità dell’atto provinciale e annuncia la prosecuzione delle azioni legali



BOLZANO. Il gruppo Acciaierie Valbruna parteciperà al sopralluogo all’interno dello stabilimento di via Volta, passaggio obbligato per poter accedere al bando provinciale per la concessione del diritto di superficie, che scade il 15 gennaio 2026. Lo ha comunicato la società con una nota diffusa in serata, 14 novembre, in cui conferma di aver presentato la richiesta prevista dalla Deliberazione provinciale n. 648 del 26 agosto 2025.
 

La decisione è definita dall’azienda un «atto formale funzionale a far valere le nostre ragioni nei ricorsi contro la Provincia di Bolzano». Valbruna sottolinea come la visita — da effettuarsi in aree in cui opera da trent’anni — rappresenti «un’assurdità del bando impugnato», ma la sua omissione avrebbe ostacolato la possibilità di proseguire le contestazioni in sede giudiziaria.
 

L’azienda ribadisce la propria posizione: «Riteniamo illegittimo il bando provinciale e compiamo quest’atto per tutelare i nostri diritti, confermando il senso di responsabilità verso i nostri 1.800 lavoratori e verso il Paese, per il quale produciamo beni strategici». Una strategicità che, sostiene la società, sarebbe riconosciuta anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del procedimento “Golden Power”, dal Mimit e dalla Regione Veneto, pronta a sostenere Valbruna anche in giudizio.
 

Nel comunicato non manca una critica diretta alla Provincia di Bolzano, accusata di voler «tirare dritto» sul bando e, al momento, di non voler valutare ipotesi di ritiro o modifica della procedura. Secondo l’azienda, il bando esporrebbe a «un evidente e strutturale rischio di discontinuità industriale» e ignorerebbe titoli giuridici e ragioni della società, che continuerà a far valere in tribunale.
 

Valbruna auspica infine «un’apertura a un confronto costruttivo», pur confermando che proseguirà la tutela dei propri diritti «in tutte le sedi opportune, nessuna esclusa», a difesa dell’azienda e dei suoi lavoratori.













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