«Via Firenze, traffico e pochi parcheggi»
Commercianti sempre più multietnici nella strada bolzanina in cui è difficile trovare un posto dove lasciare l’auto e andare a fare compere
BOLZANO. Traffico intenso e mancanza di parcheggi: sono questi i problemi maggiormente citati da commercianti e residenti di via Firenze. I circa 300 metri di strada contano decine di attività commerciali di vario genere e, tra chiusure di negozi storici e riaperture di nuove iniziative commerciali, la zona ha vissuto un profondo ma tranquillo cambiamento multietnico.
Tra le tre o forse quattro attività storiche rimaste c'è la Merceria Firenze di Paola Grassi. «Sono qui da 39 anni, ma i miei genitori hanno iniziato 70 anni fa - dice - C'è sicuramente meno passeggio, ma la grossa difficoltà è trovare parcheggio. Molte clienti sono accompagnate dai mariti che restano in macchina e le aspettano in soste di fortuna». A proposito di sicurezza, dice di non avere mai avuto problemi, «ma ad una certa ora, per prudenza, chiudo a chiave e faccio entrare soltanto le persone e i clienti che conosco».
Erjon Xoxi, di Barbero shop lavora in via Firenze da 9 anni e, al di là della mancanza di cestini per i rifiuti e del traffico, non indica problemi particolari. Anche al vicino bar, Gissela Pena, definisce la zona «molto tranquilla». Filippo Fiorello, lamenta la chiusura di negozi storici «a causa dei centri commerciali aperti in centro, quando, invece, sarebbero dovuti nascere in periferia. I piccoli negozi - dice anche - sono da sempre il cuore del rione dove le persone si incontrano e si scambiano idee. La loro chiusura danneggia i residenti». Patrizia Polita del centro Uisp torna sul problema dei parcheggi. «Le persone non sanno dove lasciare la macchina e per noi che organizziamo i corsi è un grosso problema».
Miriam Paglicci, residente in zona, lamenta un eccessivo rumore causato dai clienti di un supermercato. Dal 1983, le sorelle Claudia e Patrizia Zucchi, dell'omonima agenzia viaggi, hanno assistito ai profondi cambiamenti della strada, che «si è attualizzata ai tempi moderni - dicono -. Sempre meno italiani tra i commercianti. Siamo rimasti in tre e via Firenze, lentamente, è diventata una realtà multietnica, ma senza che questo causi problemi». Un cambiamento favorito «da tassazioni insostenibili per gli italiani, accettate dai commercianti stranieri. Va detto che non vediamo più lo spazzino sui marciapiedi sostituito da pulizie meccanizzate e gli effetti, purtroppo, si notano».
È una allegra brigata di parrucchieri quella di Carlo Fenice titolare del Salon Mirage. «Diciotto anni fa ho cominciato qui con un collaboratore - dice - oggi ne ho sei, ma il vero problema è stato trovarli. Ed è forse questa la causa della chiusura delle attività. Lo storico negozio di elettrodomestici, qui vicino, ha chiuso perché non trovava dipendenti. Ho impiegato oltre un anno per assumerne due e sono arrivati dalla Campania e dalla Sicilia. Da Bolzano nemmeno un curriculum».