Economia

Brennero, allarme di Confindustria sui lavori ferroviari tedeschi: «Rischio 280mila tir in più»

Programmati tra il 2026 e il 2028 potrebbero dimezzare la capacità del Brennero. Delladio e Rieper chiedono un coordinamento tra Italia, Germania e Austria per evitare un nuovo collasso del traffico merci



BOLZANO. Confindustria Trentino Alto Adige accoglie con soddisfazione la decisione del Ministero delle Infrastrutture di riavviare la gara per la concessione dell’autostrada del Brennero, un passaggio atteso da anni e ritenuto fondamentale per sbloccare investimenti strategici lungo l’asse alpino. «Il territorio aspetta da tempo interventi che non possono più essere rinviati», affermano i presidenti Lorenzo Delladio e Alexander Rieper (nella foto), sottolineando la necessità di garantire efficienza e competitività alla principale arteria del Nord Italia.

Accanto all’apprezzamento, però, emerge forte la preoccupazione per i lavori programmati dalle Ferrovie tedesche tra il 2026 e il 2028. Gli interventi sulle tratte Norimberga–Ratisbona e Rosenheim–Salisburgo, e soprattutto la chiusura totale per cinque mesi della linea Monaco–Rosenheim, ridurranno del 50% la capacità ferroviaria del Brennero. Una situazione che, secondo Confindustria, spingerà fino a 280.000 camion in più sulle strade di Baviera, Tirolo e Alto Adige, pari a 1.870 Tir al giorno e oltre 60 treni merci in meno lungo l’asse alpino.
 

Il rischio è quello di un impatto pesante per le imprese regionali e per la competitività dell’intero sistema produttivo. Con oltre 50 milioni di tonnellate di merci che transitano ogni anno, il Brennero rappresenta infatti un corridoio essenziale per export, approvvigionamenti e continuità delle filiere. «Considerando i divieti in Tirolo, la scarsa capacità del ferro e i cantieri di Ponte Lueg, la situazione è già complessa. Non possiamo permetterci ulteriori colli di bottiglia», evidenzia Rieper, chiedendo un trasporto efficiente e a costi sostenibili.
 

Per Confindustria serve un coordinamento immediato tra Germania, Italia e Austria per pianificare tempi, modalità e alternative alle chiusure programmate. “Vanno evitati blocchi totali e garantita almeno una fruibilità parziale della tratta Monaco–Rosenheim, aumentando nel frattempo la capacità lungo i percorsi alternativi e programmando i lavori nei periodi meno critici”, afferma Delladio. La questione è stata già portata a Roma tramite Confindustria, con l’auspicio che si possa arrivare rapidamente a una soluzione condivisa.













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