Crollo del palaghiaccio, il Comune di Vipiteno chiede 19 milioni di risarcimento

La richiesta davanti al gup: due milioni per danno di immagine. Dal 10 febbraio 2021 l’attività degli atleti è proseguita sotto un “pallone”. Per la nuova struttura costi stimati tra i 26 e i 30 milioni: la Provincia ne metterà la metà


Massimiliano Bona


VIPITENO. Diciannove milioni di euro di risarcimento, di cui due a titolo di danno all'immagine: questa è la richiesta formulata davanti al gup da Elena Valenti, legale del Comune di Vipiteno nel processo per il crollo del palaghiaccio dell'Alta val d'Isarco del 10 febbraio 2021. Sono passati oltre 4 anni ma Comune e Broncos non vedono ancora la luce in fondo al tunnel.

«Alla giustizia - commenta il sindaco Peter Volgger - chiediamo, per quanto possibile, di fare in fretta. Da allora l'attività di oltre 200 atleti e del pattinaggio al pubblico è proseguita sotto un "pallone", in condizioni non ideali anche in termini di sicurezza, ma la comunità ci chiede un nuovo palaghiaccio. I costi sono stimati tra i 26 e i 30 milioni e la Provincia ce ne darà massimo 13. Non vogliamo fare la fine di Ortisei che il palaghiaccio non lo ha più ricostruito».Nessuna proposta risarcitoria finora. L'avvocata Elena Valenti sottolinea che finora, da parte degli indagati, non c'è stata «alcuna proposta risarcitoria, pur a fronte di responsabilità emerse anche nell'incidente probatorio. Ci sono stati sia errori di costruzione che di progettazione».Sette indagati per "crollo di costruzione".Tra essi figurano il legale rappresentante e il direttore tecnico della Alfa Sogemi srl (ditta appaltatrice), il direttore dei lavori, il progettista, due collaudatori (le verifiche sono decennali) e il legale rappresentante della Costruzioni metalliche Bz srl (società fallita nel frattempo).Le difese.Hanno rilevato che gli atti di costituzione di parte civile sono stati redatti solo in italiano mentre alcuni imputati hanno scelto il tedesco. «È stata eccepita - commenta l'avvocato Federico Fava - la nullità degli atti di costituzione di parte civile, eccezione accolta dalla gup Vesco». C'è stato quindi un rinvio al 26 giugno per la traduzione e le questioni preliminari. «Senza entrare per adesso nel merito degli aspetti tecnici della quantificazione del danno da parte del Comune, si contesta fin d'ora l'ammontare del presunto danno all'immagine di 2 milioni di euro, in quanto non dimostrato e chiaramente eccessivo».













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