Dichiarazioni false per ottenere gli alloggi Ipes: tredici famiglie verso lo sfratto
Si è partiti dalle carte presentate da 359 famiglie: 10 avevano dichiarato redditi più bassi con una differenza di 120mila euro. Altri hanno terreni o case in altri paesi. Prodotto un danno all’Ipes sugli affitti pagati
VIPITENO. Sono tredici le famiglie che attualmente vivono in alloggi Ipes dell'Alta val d'Isarco a rischiare seriamente lo sfratto. In base alle indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Vipiteno, coordinati dal capitano Francesco Lorenzi, per entrare in graduatoria hanno prodotto dichiarazioni mendaci, in almeno dieci casi (omettendo proprietà che avevano in altri Comuni), e in altri hanno pagato affitti irrisori causando anche un danno economico all'ente pubblico.
Le maggiori irregolarità si sono registrate in via Gänsbacher a Vipiteno ma anche a Brennero. Indenne, almeno in questa occasione, la zona di Fortezza dove (negli alloggi sociali) nel recente passato si erano registrati anche casi di spaccio.Esaminate le domande di 359 nuclei familiari di tutta l'Alta val d'Isarco. L'attività di indagine ha avuto origine con la richiesta formale all'Istituto per l'edilizia sociale dell'elenco degli assegnatari di alloggi nell'Alta Val d'Isarco, pari a 359 nuclei familiari. Le domande di assegnazione sono sempre aperte, hanno validità triennale e la situazione economica del richiedente è valutata tramite la Durp (Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio).
Gli alloggi vengono concessi a canone sociale, per famiglie con redditi bassi, oppure a canone sostenibile (introdotto dal 2024) per famiglie con redditi medi, calcolato tra il 60% e il 100% del canone provinciale (circa 8,50 EUR/m²). Le verifiche si sono sviluppate in due fasi: uno screening preliminare con le banche dati in uso alle forze dell'ordine con lo scopo di individuare eventuali anomalie nelle dichiarazioni relative a reddito e patrimonio e successivi accertamenti approfonditi svolti nei confronti di diversi nuclei familiari, con l'acquisizione delle domande di assegnazione, degli allegati presentati e dei questionari reddituali compilati annualmente dagli assegnatari.Nelle dichiarazioni "mancavano" 120 mila euro.Dall'analisi dei documenti, i carabinieri hanno rilevato diverse dichiarazioni false rese da 10 beneficiari, che avevano presentato redditi non corrispondenti a quelli effettivi dei componenti del nucleo familiare, ottenendo così condizioni di locazione agevolata che altrimenti non avrebbero mai ottenuto. Il totale delle differenze reddituali rilevate ammonta a 120.000 euro.
Qualcuno aveva case o terreni altrove.Alcuni dei soggetti denunciati hanno omesso il possesso di abitazioni o terreni, non dichiarati all'atto della domanda di assegnazione.Tutti e 13 i soggetti individuati sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.), poiché la dichiarazione sostitutiva di notorietà ha piena rilevanza penale in caso di mendacio. Le dichiarazioni mendaci hanno inciso in alcuni casi sul calcolo del canone di locazione: l'Ipes, infatti, determina l'affitto e il contributo pubblico sulla base dei redditi dichiarati. Il danno economico riscontrato per l'Istituto e dunque per lo Stato ammonta a poco più di 10.000 euro.
La differnza sull'affitto pagato sarà recuperata dall'Ipes.Due nuclei familiari, in particolare, hanno prodotto un danno economico rilevante, quantificato dall'Istituto in circa 6700 euro. «Abbiamo proceduto - spiegano in una nota i carabinieri - per i due beneficiari in questione ad un'ulteriore denuncia per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, un reato penale. Queste somme saranno oggetto di recupero da parte dell'Ente».