Colletta alimentare, un aiuto a chi non arriva a fine mese
Tra i quattromila beneficiari, oltre a tanti cittadini stranieri, anche nuove classi di poveri: studenti universitari e lavoratori ai quali non basta lo stipendio per sopravvivere al carovita di Bolzano
BOLZANO. C'è da riempire la "dispensa" per aiutare ventimila bisognosi del Trentino Alto Adige, tra i quali pensionati, ma anche giovani che, pur lavorando, non guadagnano abbastanza per sostenersi.Sono anche queste le nuove forme di povertà che si cerca di contrastare con la tradizionale colletta organizzata dal Banco Alimentare. La quindicesima edizione della raccolta di cibo si svolgerà sabato prossimo, 15 novembre, quando i volontari torneranno davanti ai supermercati per raccogliere gli alimentar donati dai cittadini. Indossando la pettorina arancione e consegnando volantini che spiegano lo spirito dell'iniziativa, un migliaio di volontari del "Banco"si posizioneranno davanti a 120 attività commerciali della provincia, raccogliendo olio, riso, pasta, conserve e alimenti inscatolati donati dalla generosità delle persone che vorranno partecipare.
Si tratta di prodotti alimentari a lunga conservazione che vanno a completare e integrare nel paniere, il cibo fresco che lo stesso Banco Alimentare raccoglie quotidianamente nelle iniziative di contrasto allo spreco alimentare. Ieri mattina Luca Merlino e Giovanni Vultaggio, rispettivamente presidente e direttore del Banco Alimentare regionale, hanno fatto visita alla redazione di Alto Adige, da sempre impegnato nel promuovere l'iniziativa. Quella che si svolgerà sabato «è la 15esima edizione dell'iniziativa con la quale si spera quantomeno di bissare il risultato dello scorso anno quando furono raccolte 76 tonnellate di alimenti», anticipa Luca Merlino, presidente del Banco Alimentare regionale.
In un contesto sociale «in cui la povertà a livello nazionale aumenta, passando da due milioni di poveri prima del Covid, a 5 milioni dopo la pandemia - ragiona Merlino - chiediamo un gesto di partecipazione e giustizia sociale che possa permettere a tutti di mettere a tavola qualcosa da mangiare». Un concetto fortemente legato, spiegano, «d uno dei messaggi che Papa Leone XIV ha pronunciato in occasione della IX Giornata Mondiale dei Poveri: «Di fronte al susseguirsi di sempre nuove ondate di impoverimento, c'è il rischio di abituarsi e rassegnarsi. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte può accadere che siamo noi stessi ad avere meno, a perdere ciò che un tempo ci pareva sicuro».
Quindi gli sforzi vanno moltiplicati anche perché quelli fatti in Alto Adige, nella precedente edizione, non sono bastati a coprire l'intero fabbisogno annuo di provviste, tanto che a maggio «le scorte in Alto Adige erano finite ed è stato necessario attingere al magazzino di Trento», racconta Giovanni Vultaggio, direttore del Banco Alimentare regionale. A Trento, infatti, la rete dei volontari è più ampia. Nella provincia di Bolzano, invece, «il problema è che mentre sul capoluogo non mancano volontari per portare avanti l'iniziativa, nelle valli e negli altri centri, purtroppo, la risposta non è così incoraggiante».
A crescere e a diversificarsi, invece, sembra essere la povertà. Il banco alimentare, nella regione, funge da dispensa per circa 126 associazioni che si occupano di sociale e che assistono nelle difficoltà anche alimentari, circa 20mila persone delle quali 4mila nella sola Bolzano. «Noi sosteniamo queste associazioni, donando mensilmente i prodotti a lunga conservazione», ricorda Merlino.Tra loro ci sono sicuramente tanti cittadini stranieri, ma tantissimi sono «i pensionati, in particolare quelli che hanno una pensione minima.
Crescono, inoltre, i ragazzi arrivati a Bolzano rispondendo annunci di lavoro per ricerca personale in attività commerciali della zona, che con il loro stipendio non riescono a tirare avanti». Ci sono poi anche «gli studenti che per sostenere le spese svolgono dei lavori ma non a sufficienza per pagare affitto e per mangiare».Ma chi sono i volontari che sabato mattina saranno davanti ai supermercati? «Sono studenti, imprenditori anche di aziende importanti, volontari di associazioni, tra i quali i gruppi degli Alpini. Ci sono anche dei Lavoratori di pubblica utilità (Lpu), che si prestano a questo fine da volontari, a favore della collettività, come sanzione sostitutiva di una pena detentiva o pecuniaria". Un altro aspetto su cui il presidente regionale di Banco Alimentare si sofferma è quello della partecipazione interetnica: «All'iniziativa di sabato non esistono barriere. Ci sono persone madrelingua italiane e anche tanti madrelingua tedeschi, uniti in una forte azione solidale».