Cultura

Consumi nel settore della cultura: Trentino Alto Adige al top in Italia

Spesa familiare media di 152,9 euro e primato nazionale per la promozione della lettura



BOLZANO. La provincia di Bolzano e l’intero Trentino Alto Adige si confermano tra le realtà più virtuose d’Italia per investimenti, partecipazione e accesso alla cultura. Lo evidenzia il Rapporto annuale “Imprese Cultura 2025” di Federculture, la federazione che riunisce le principali imprese e istituzioni impegnate nella gestione della cultura, del turismo e del tempo libero.
 

Secondo il rapporto, l’Alto Adige e il Trentino figurano tra le aree con i più alti tassi di promozione della lettura nelle biblioteche (99,2%) e con la spesa culturale pro capite più elevata a livello nazionale. Nel Trentino-Alto Adige, la spesa media mensile delle famiglie per ricreazione, sport e cultura nel 2023 è stata pari a 152,9 euro.
 

A livello comunale, i centri della regione registrano la più alta spesa pro capite per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, con una media di 114,9 euro per abitante, mentre la spesa pro capite complessiva della Regione raggiunge 172,92 euro (fonte: Federculture). 

«Questi risultati non sono solo un motivo di orgoglio, ma la prova che la nostra strategia di investimento in infrastrutture culturali, servizi bibliotecari e nella promozione della lettura sta dando i suoi frutti», sottolinea il vicepresidente e assessore provinciale alla Cultura in lingua italiana Marco Galateo. «Essere ai vertici per il tasso di lettura nelle biblioteche dimostra come in Alto Adige la biblioteca sia percepita non solo come un luogo di prestito, ma come un hub sociale e culturale essenziale».

Per Galateo, l’eccellenza dell’offerta culturale locale “testimonia la capacità del territorio di garantire una proposta ricca e variegata, frutto della sinergia tra amministrazione pubblica, associazioni e istituzioni culturali. L’obiettivo è assicurare che l’accesso alla cultura sia un diritto effettivo per tutti i cittadini. Mappare la cultura – conclude – è fondamentale per governare meglio le politiche e costruire una società più consapevole e partecipativa”.













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Davide Pasquali

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