Sci

Gli impianti aprono lunedì prossimo, se la pandemia accelera verranno subito richiusi

Fino a sabato l’Alto Adige resta in zona gialla, poi si vedrà. Dipende tutto dall’andamento della pandemia: se la situazione peggiorerà, si andrà subito in lockdown

BOLZANO. Fino a sabato l’Alto Adige resta in zona gialla, poi si vedrà. Dipende tutto dall’andamento della pandemia: se la situazione peggiorerà, si andrà subito in lockdown. Per tre settimane: automaticamente. Lo prevederà un’ordinanza che sarà firmata da Arno Kompatscher sabato prossimo.

Il presidente della Provincia di Bolzano fa chiarezza anche sul fronte della ripartenza dello sci. Mentre a livello nazionale appare ormai scontato un rinvio dell’apertura degli impianti, in Alto Adige si vuole partire il 18 gennaio. Ovviamente, sulle piste ci saranno solo sciatori locali, perché il governo confermerà anche per le zone gialle il divieto di spostamento da una regione all’altra e dall’estero non arriveranno turisti. Questo riduce notevolmente il rischio che vi sia un aumento esponenziale degli infortunati temuto dai medici degli ospedali. Kompatscher ha ovviamente fatto sapere che la situazione sanitaria dovesse peggiore gli impianti verranno subito richiusi.

«Anche se gli sciatori saranno pochi - dice Elmar Pichler Rolle, vicepresidente provinciale dell’Associazione degli esercenti funiviari - gli impiantisti hanno voglia di partire. Ovviamente nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal protocollo nazionale».

Vaccini subito agli over 80

Un’accusa forte. Con un obiettivo ben preciso: chi opera nelle strutture sanitarie e nelle Rsa e non ha nessuna intenzione di vaccinarsi contro il Coronavirus. E’ stata lanciata nella conferenza stampa di ieri, 12 gennaio, a margine della giunta, da Arno Kompatscher e Thomas Widmann. Per colpa di chi non si vaccina tra gli operatori sanitari si dovrà subito proteggere gli over 80. Sotto accusa gli infermieri "No vax".

L’articolo completo sull’Alto Adige di oggi.