I migranti devono lasciare gli alberghi: taglio all’emergenza freddo
Sono pronte le nuove linee guida per i ricoveri invernali. Stretta sulla sicurezza: i nomi dovranno essere comunicati alla questura. La Provincia sistemerà la sede: sarà l’ex Lemayr
BOLZANO. Cambia l’emergenza freddo. La delibera provinciale con le linee guida è arrivata ieri al Consiglio dei Comuni. Due le direttrici: una è la stretta sul tema «sicurezza», l’altra invece riguarda i numeri, con un sensibile taglio dei posti a Bolzano, che dai 196 all’ex Inpdap l’anno scorso passano ora ai 70 dell’ex Lemayr, più i 100 per lavoratori (persone che l’anno scorso erano conteggiate nei 196 posti di ricovero notturno invernale). Bolzano continua a fare la propria parte, ma si va sempre più verso una concezione di distribuzione a livello provinciale.
L’altra novità è che l’emergenza freddo sarà spostata in via Avogadro. Sono in atto trasferimenti di persone senza dimora nelle strutture dell’accoglienza di Bolzano. In questo modo, le persone ora ospitate all’ex Lemayr e negli alberghi potranno essere spostate all’ex Inpdap.
Tutti i trasferimenti
Lo schema è il seguente. I nuclei familiari con minori ospitati all’ex Lemayr, una settantina di persone, vengono spostati in questi giorni all’ex Inpdap di via Pacinotti, che nei mesi scorsi era stato dedicato all’accoglienza di lavoratori senza dimora. I posti rimanenti verranno assegnati a una quota di famiglie ospiti degli alberghi, con ricongiungimento dei padri (il Comune ha dato indicazione di partire dall’albergo tra piazza Mazzini e via Diaz). Per i lavoratori e per i soggetti fragili, infine, sono disponibili 95 posti all’ex Alimarket di via Gobetti, finora rimasto vuoto. Un gruppo dovrebbe essere trasferito nei Cas, i centri di accoglienza straordinaria sparsi per la provincia.
Tutti questi trasferimenti permetteranno alla Provincia di avviare dopo il 15 agosto i lavori di sistemazione dell’ex Lemayr, in modo da aprirvi l’emergenza freddo (in via Pacinotti fino allo scorso 31 maggio) il primo novembre per 70 persone. A monte della decisione di spostare le persone senza dimora vi è il recente sopralluogo all’ex Lemayr delle assessore Rosmarie Pamer per la Provincia e Patrizia Brillo per il Comune, con la direttrice di Assb Liliana Di Fede e il direttore della ripartizione Servizi alla comunità locale del Comune, Carlo Alberto Librera. Insieme hanno constatato il disagio delle famiglie, ad esempio per quanto riguarda i bagni, posti al di fuori della struttura.
Emergenza freddo, si cambia
Sono in vista alcune modifiche alle linee guida per l’accoglienza nei ricoveri notturni invernali, aperti dal primo novembre 2025 al 15 aprile 2026, dalle 19 alle 8. Innanzitutto, ogni giorno entro le 9 del mattino dovranno essere comunicati alla questura (o, in comuni diversi da Bolzano, ai carabinieri) i nomi delle persone accolte. I nomi delle persone prive di documenti dovranno essere comunicati alla questura immediatamente, e chi terrà comportamenti violenti, intimidatori o discriminatori dovrà essere espulso in maniera definitiva. Sarà attivo un servizio di vigilanza e sicurezza nelle strutture per uomini oltre i 25 posti letto, e in caso di necessità anche in altre strutture. Infine, saranno riservati posti per eventuali accoglienze di emergenza, gli enti gestori dovranno tenere puliti gli immobili e il servizio notturno di pronto intervento sarà garantito attraverso un servizio di reperibilità telefonica.
Il parere dei Comuni
I posti disponibili saranno 240, compresi i 40 posti di emergenza e i 25 del Dormizil, cui se ne aggiungono 100 per lavoratori e persone vulnerabili. Venticinque (a Merano) sono riservati a donne. Sui numeri, però, alcuni sindaci hanno manifestato dubbi. E così ieri il Consiglio dei Comuni ha espresso parere positivo con osservazioni, nell’attesa di un confronto con Rosmarie Pamer. «Le strutture messe a disposizione l’anno scorso non vanno più bene ad alcuni comprensori, perché i numeri sono aumentati», riferisce il presidente Andreas Schatzer. Si riferisce a Bressanone, Brunico (dove l’anno scorso non era stata messa a disposizione una struttura) e Laives.
A Bolzano i posti disponibili vengono ridotti a 70 per l’emergenza freddo, cui se ne aggiungono 100 per lavoratori. A Merano rimangono 45 posti, di cui 25 per donne, mentre le amministrazioni di Bressanone, Brunico e Laives ne dovranno mettere a disposizione 20 ciascuna. Ciascun comune dovrà garantire anche posti di emergenza, da attivare a seconda di fabbisogno e condizioni meteo: 20 a Bolzano e cinque in ciascuna delle altre città.