Scuola

I Verdi: “Serve rispetto per gli insegnanti. La Giunta apra il dialogo senza ricatti”

“Pur riconoscendo lo sforzo economico messo sul tavolo — i 110 milioni di euro annui previsti per gli aumenti di stipendio — riteniamo inaccettabile che tali risorse vengano subordinate alla cessazione delle proteste degli insegnanti e a una trattativa compressa entro scadenze rigide”



BOLZANO. “Di fronte al perdurare del conflitto tra la Giunta provinciale e il corpo docente, esprimiamo preoccupazione per la linea scelta dall’Esecutivo. Pur riconoscendo lo sforzo economico messo sul tavolo — i 110 milioni di euro annui previsti per gli aumenti di stipendio — riteniamo inaccettabile che tali risorse vengano subordinate alla cessazione delle proteste degli insegnanti e a una trattativa compressa entro scadenze rigide”. Inizia così il comunicato diffuso dai Verdi Grüne Vërc.

“La qualità della scuola altoatesina si fonda su un corpo docente motivato, ascoltato e rispettato. Mettere come condizione preliminare lo stop alle proteste significa invertire il principio basilare delle relazioni sindacali: il dialogo non può essere subordinato al silenzio di chi rivendica diritti. La retroattività degli aumenti è un elemento cruciale e non può diventare un’arma negoziale”.

“Come Verdi Grüne Vërc riteniamo che la Giunta debba rivedere questo approccio e aprire un confronto trasparente, ricordando che una scuola che funziona è un bene per tutto il territorio — per la comunità tedesca, italiana e ladina — e non può essere sacrificata a logiche di rigidità politica.

“Sono insegnante anch’io, e vedo ogni giorno la fatica e la dedizione dei colleghi e colleghe. Chiedere agli insegnanti di rinunciare alle proprie forme di protesta per poter sedere al tavolo è un messaggio sbagliato: il dialogo non nasce dalla pressione, ma dal riconoscimento reciproco. Se vogliamo una scuola forte, dobbiamo trattare chi ci lavora con rispetto e coraggio politico”, dichiara Luca Bertolini, co-portavoce provinciale dei Verdi Grüne Vërc.

I Verdi Grüne Vërc chiedono pertanto alla Giunta provinciale di garantire una trattativa libera da condizioni punitive, di assicurare la retroattività degli aumenti e di coinvolgere realmente il personale scolastico nelle scelte che riguardano carichi di lavoro, organizzazione didattica e qualità del sistema educativo.













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