Società

In 30 anni 1.200 religiosi in meno: crolla la vocazione in Alto Adige

Dagli anni ‘90 calano sia religiosi che religiose: “Profondi cambiamenti” 



BOLZANO. Ordini e congregazioni in Alto Adige sono davanti a profondi cambiamenti e malgrado il calo delle vocazioni continua l'impegno di religiose e religiosi nella formazione, nell'assistenza e nel settore sociale. Il loro ruolo è stato onorato oggi in occasione della celebrazione della Giornata della vita consacrata che si è svolta nel monastero di Mariengarten a San Paolo.

Il numero dei religiosi in Alto Adige è diminuito drasticamente dagli anni '90 in poi: nel 1995 le religiose erano 1150, oggi sono solo 256. Anche gli ordini maschili hanno subito un calo, passando da 483 a 168 membri. In 30 anni sono 1.200 religiosi in meno: "Stiamo vivendo un profondo cambiamento - ha sottolineato suor Mirjam Volgger, referente diocesana per gli ordini e le congregazioni - negli ultimi decenni molte sedi hanno dovuto chiudere per mancanza di nuove leve. Il calo non significa solo un cambiamento all'interno delle comunità religiose, ma ha anche conseguenze sociali, perché religiose e religiosi hanno dato un prezioso contributo sociale e caritativo per decenni".

"Per secoli i religiosi hanno contribuito a garantire l'istruzione, l'assistenza ai malati e il servizio nel sociale in Alto Adige. Molti di questi compiti sono stati ora assunti dal settore pubblico, ma la perdita delle comunità religiose significa anche la scomparsa di un importante elemento spirituale e comunitario dalla nostra società", ha affermato Volgger. Tra i problemi citati dalla referente diocesana c'è anche la "crescente burocratizzazione". 













Altre notizie

Attualità

Italia

Sigarette, nuovo rincaro da domani: fino a +30 centesimi a pacchetto

Le misure, previste dalla legge di bilancio, introdurranno incrementi progressivi delle accise fino al 2028, coinvolgendo anche sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Secondo Assoutenti, l’operazione garantirà maggiori entrate per lo Stato, con l’auspicio che una parte venga destinata alla prevenzione e al contrasto dei danni da fumo