Incendiò una casa a Oltrisarco: la fuga in Svizzera e la cattura
Mandato d’arresto europeo per il 54enne che il 29 gennaio avrebbe appiccato il rogo in via Claudia Augusta. Le autorità italiane chiedono l’estradizione: rischia fino a 7 anni di carcere. Si difende: «Non ero a Bolzano quel giorno»
BOLZANO. I residenti di Oltrisarco lo avevano intuito subito: il rogo scoppiato il 29 gennaio - nella mansarda di un palazzo al civico 65 di via Claudia Augusta - era di origine dolosa. Troppo strana la presenza di più focolai all'interno dello stabile, che doveva essere vuoto per lavori di ristrutturazione. Dentro, invece, i vigili del fuoco trovarono un uomo rimasto leggermente ferito dalle fiamme. L'autore del rogo? In fuga, verso la Svizzera. Parliamo di un 54enne bolzanino, che ha raccontato agli inquirenti di risiedere a Zurigo assieme alla moglie e ai figli. A giugno è stato arrestato dalle autorità elvetiche. Il giorno stesso ha avuto un infarto ed è stato ricoverato all'ospedale di Winterthur per tre giorni. Dimesso, è stato interrogato e avrebbe confermato di essere la persona ricercata dalle forze dell'ordine italiane.
Allo stesso tempo però si sarebbe opposto all'estradizione, chiedendo l'adozione di misure cautelari sostitutive. Una richiesta motivata, a detta sua, da condizioni di salute precarie che non gli permetterebbero di rimanere in carcere. Attraverso il suo avvocato ha presentato un ricorso che è stato respinto dal Tribunale penale federale svizzero.
Ora è in attesa dell'estradizione, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni: rischia fino a sette anni di carcere come riporta il mandato d'arresto europeo.
La ricostruzione
Erano le 16 di mercoledì 29 gennaio, quando dalla mansarda del civico 65 di via Claudia Augusta si alzò un'enorme nube di fumo denso che coprì l'intero quartiere. Le fiamme, partite dalla soffitta, divorarono i piani alti dell'edificio e il tetto in legno. Un intervento complesso per i vigili del fuoco, che dopo avere evacuato la persona all'interno, raggiunsero il tetto con l'autoscala, riuscendo a domare le fiamme dopo più di un'ora di idrante.
A fuoco spento, si introdussero nuovamente nello stabile muniti di autorespiratore per accertarsi che non ci fossero altre fiamme. Pare che la palazzina fosse abitata clandestinamente nei piani alti, da più persone. Alcuni residenti della zona avevano notato movimenti nelle settimane precedenti, e visto più volte le finestre aprirsi e chiudersi. Il palazzo, che avrebbe dovuto essere vuoto, è stato acquistato circa un anno fa dall'immobiliare "Pohl" che si prepara ad una ristrutturazione radicale firmata dall'architetto Roland Baldi. Prevista la realizzazione di 19 appartamenti di due, tre o quattro locali oltre a due attici.
La proprietà aveva fatto sbarrare l'edificio proprio per evitare intrusioni, ma non era bastato. I vecchi infissi del piano rialzato sono stati rimossi, porte e finestre chiuse anche con mattoni, il tutto sigillato da pannelli di truciolato.
L'uomo si difende
Il 54enne sospettato si dichiara innocente. Sostiene di essere stato in Svizzera dal 28 gennaio al 4 febbraio, più precisamente ad Aarburg, con l'intenzione di trovare un lavoro. Avrebbe cercato di dimostrare agli inquirenti che il 29 gennaio, giorno dell'incendio, in realtà era in contatto telefonico con alcuni ristoranti per fare domanda d'assunzione. Sostiene di vivere a Zurigo da gennaio, ma gli uffici di giustizia elvetici precisano che dispone di un indirizzo di residenza in Svizzera valido solo dall'1 marzo di quest'anno.