il rapporto

L’Alto Adige è la regione d’Italia dove si vive più a lungo e in buona salute

I dati del “Meridiano Sanità” sulle performance dei sistemi regionali: sulla prevenzione la Provincia di Bolzano è ultima, penalizzata dai bassi tassi di copertura vaccinale



BOLZANO. E’ l’Alto Adige la Regione con l’aspettativa più alta di vita in buona salute (67,2 anni), seguita dalla Provincia di Trento (65,5 anni), mentre il dato più basso si rileva in Calabria, con 54,4 anni (-12,8 anni rispetto alla Provincia di Bolzano), con una forte differenza tra Nord e Sud.

E’ uno dei dati che emergono dalla XVII edizione del Rapporto Meridiano Sanità realizzato da The European House – Ambrosetti, uno strumento di valutazione multidimensionale delle performance dei sistemi sanitari regionali, che analizza caratteristiche, tendenze e dati sanitari di tutte le regioni italiane.

L’Indice regionale dell’edizione 2022 è composto da 3 diversi Indici, per un totale di 35 parametri monitorati: l’Indice dello Stato di salute; l’Indice dei Determinanti della salute, che valuta i determinanti che hanno un impatto sugli outcome di salute della popolazione, suddiviso in 3 diverse aree quali i “Fattori individuali”, i “Fattori del contesto socio-economico” e i “Fattori del contesto ambientale”; l’Indice di Mantenimento dello stato di salute, che valuta le capacità dei sistemi sanitari di migliorare nel prossimo futuro i risultati di salute raggiunti finora, suddiviso in “Capacità di risposta ai bisogni di salute”, “Efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria” e le “Risorse economiche”.

Il lavoro realizzato da The European House - Ambrosetti vuole fornire una fotografia dello stato attuale e delle performance dei sistemi sanitari regionali, analizzando la qualità dei servizi offerti ai cittadini e anche i principali dati relativi alla salute della popolazione regione per regione, in modo da individuare eventuali opportunità di sviluppo.

Le Regioni che ottengono i punteggi più alti per l’Indice dei “Determinanti dello stato di salute” sono anche quelle che ottengono i punteggi più elevati per l’Indice del “Mantenimento dello stato di salute” e sono anche quelle caratterizzate dal migliore “Stato di salute della popolazione” evidenziando un divario tra Nord-Centro e Sud che continua a essere significativo.

Con riferimento all’incidenza dei tumori, il tasso di prevalenza più basso si registra in Molise, con un tasso di 8,7%. In merito alle malattie cardiovascolari il tasso di prevalenza più basso si registra (come negli anni precedenti) in Liguria (4,9%) mentre Sardegna e Campania registrano invece i tassi più alti per le malattie cardiovascolari, il diabete, le demenze.

Per quanto riguarda la Capacità dei sistemi sanitari regionali di organizzarsi per fronteggiare le sfide della prevenzione (sia vaccinale che di screening), della gestione dei pazienti (anche anziani) sul territorio, dell’accesso all’innovazione tecnologica e farmaceutica, tutte le Regioni del Sud si collocano al di sotto della media nazionale. Nello specifico, Emilia-Romagna, seguita da Umbria e Toscana, mostrano la migliore capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini, mentre Calabria e Provincia di Bolzano la più bassa; la P.A. di Bolzano è penalizzata soprattutto dai bassi tassi di copertura vaccinale in tutte le fasce d’età.

Il Covid ha fatto registrare un drammatico rallentamento delle attività di screening con impatti che potrebbero avere importanti conseguenze nel breve-medio termine, specialmente in regioni come la Calabria e Campania che registrano i dati più bassi di attività di controllo: ad esempio in Emilia-Romagna il 75,1% delle donne ha effettuato una mammografia nel periodo 2020-2021 mentre in Calabria tale percentuale scende addirittura al 12,8%.

Nell’area “Efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria” che valuta l’efficacia delle cure, l’efficienza organizzativa e l’efficienza gestionale e la qualità dell’offerta spiccano Emilia-Romagna e Toscana mentre Sardegna e Campania ottengono i punteggi più bassi e tutte le regioni del Sud sono al di sotto della media nazionale.

L’area “Risorse economiche” è quella per la quale si registra la minima variabilità a livello regionale; tutto il Paese presenta livelli di spesa sanitaria nettamente inferiore ai principali Paesi competitor; in questo ambito è comunque l’Emilia-Romagna, seguita dalla Lombardia e dal Piemonte, a presentare la maggior propensione a investire nel comparto sanità per far fronte ai bisogni di salute.

Per quanto riguarda i fattori demografici, la Regione italiana “più anziana” risulta essere la Liguria (età media della popolazione pari a 49,2 anni e quota di individui over-65 pari al 28,7%) in contrapposizione alla Provincia di Bolzano dove l’età media è pari a 43,2 anni.

Il Meridiano Sanità Regional Index ha tenuto conto anche del rapporto tra salute e i fattori di rischio per gli adulti. Nelle Province autonome di Trento e Bolzano vivono i cittadini più “virtuosi” in termini di comportamenti corretti al fine di tutelare la buona salute. Tutte le Regioni del Sud, ma anche Liguria e Marche, si collocano invece sotto la media.

In base alle analisi, la Regione con la percentuale maggiore di soggetti in sovrappeso o obesi è la Basilicata con il 54,6% degli individui, oltre 14 punti percentuali in più rispetto alla Provincia di Bolzano che registra la quota più bassa pari al 40,6%. La Campania è, invece, la Regione in cui gli adulti svolgono meno attività fisica (il 52,6% degli adulti conduce una vita sedentaria), mentre la più virtuosa è, ancora una volta, la Provincia di Trento (11,8%). Per quanto riguarda il dato sul fumo risulta che il Veneto è la regione la percentuale più bassa di fumatori (15,8%), mentre la Toscana quella con la più alta (23,1%, in aumento di oltre il 3%  rispetto al periodo pre-pandemico). Il consumo di alcol a rischio per la salute a livello nazionale è pari al 14,7%, con valori che variano da un minimo di 8,9% della Sicilia a un massimo di 20,6% della Valle d’Aosta.

Il Meridiano Sanità Regional Index ha messo chiaramente in evidenza come il miglioramento della sanità nazionale passi necessariamente dallo sviluppo dei servizi regionali che mostrano ancora grandi disuguaglianze tra i diversi territori e in particolare tra Nord e Sud. 

















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