Ambiente

La crisi climatica preoccupa l’80% degli altoatesini

I risultati del sondaggio, condotto da Eurac Research e Astat parlano chiaro: l’Alto Adige è preoccupato dalla questione cambiamento climatico 



BOLZANO. La preoccupazione per il futuro ha, chiaramente, coinvolto anche l’Alto Adige, come da risultati condotti da Eurac Research e dall'Istituto di statistica dell'Alto Adige ASTAT.

Nell'estate del 2023 è stato chiesto a 1.028 altoatesine e altoatesini quali stati d'animo e atteggiamenti associano alla crisi climatica e alle attuali strategie di contenimento. Sono state indicate soprattutto emozioni negative come preoccupazione e paura, ma anche frustrazione e impotenza.

Si tratta del primo studio che analizza il fenomeno della cosiddetta "eco-ansia" in Alto Adige. L'80 per cento delle persone intervistate è preoccupata per il cambiamento climatico e le sue conseguenze. In particolare, la siccità e la scarsità d'acqua, così come le forti piogge e le inondazioni, destano maggiori preoccupazioni.

Il 70% del campione ha dichiarato di aver paura delle possibili conseguenze dei cambiamenti climatici e quasi il 40% si sente in colpa perché ritiene che potrebbe o dovrebbe fare di più per la protezione del clima. Paura e sensi di colpa sono emozioni molto discusse anche in campo internazionale in relazione alla crisi climatica.

Solo il 28% è soddisfatto degli attuali sforzi per contenere la crisi climatica. Una percentuale molto maggiore dichiara di sentirsi impotente (67%) o frustrata (48%). Il 51% valuta con speranza gli sforzi che si stanno compiendo, mentre la percentuale di chi prova rabbia arriva al 31%. Sono state riscontrate interessanti differenze tra i gruppi linguistici.

Le persone di madrelingua italiana guardano con fiducia agli sforzi intrapresi per combattere il cambiamento climatico (74%) rispetto a chi parla tedesco (43%). 













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