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La droga sui treni "nascosta" dal mentolo: nella maxioperazione tre indagati a Bolzano

I carabinieri di Trento hanno arrestato 16 persone. Gli indagati sono 47

TRENTO. I militari del Comando Provinciale Carabinieri di Trento stamani hanno tratto in arresto per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droghe, sedici persone. 47 sono gli indagati. Di questi tre si trovano in provincia di Bolzano. Sono tutti e tre nigerani. Uno vive e lavora a Lana, già denunciato per spaccio dai CC di Bolzano. Uno vive a Bressanone, ove è bracciante agricolo, ed è pregiudicato per spaccio di droga. L’ultimo è senza fissa dimora a Bolzano, ove spaccia droga al parco stazione (luogo in cui è stato diverse volte fermato dalle forze di polizia) ed è già stato condannato nel 2018 poiché partecipava al trasporto di clandestini africani attraverso il Brennero verso il Nord Europa.

L'operazione, denominata "Acqua verde", è stata condotta all'alba di oggi tra le province di Trento, Bolzano, Roma, Mantova, Verona, Vicenza e Treviso. Le 16 persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Trento (13 nigeriane, 2 italiane e 1 albanese) sono ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione - hanno sottolineato gli inquirenti - fa seguito all'attività investigativa condotta tra ottobre 2019 e dicembre 2020 dai carabinieri del Nucleo investigativo di Trento, sotto la direzione della locale Dda della Procura, che ha individuato e smantellato una presunta rete di spaccio, che alimentava prioritariamente il settore di piazza Dante a Trento, nei pressi della stazione ferroviaria.

Grazie anche ad una serie di intercettazioni, i carabinieri hanno individuato i responsabili di un vero e proprio "centro nazionale di smistamento", gestito da un gruppo di italiani su Roma, i quali avvalendosi di un'organizzazione criminale nigeriana, effettuavano spedizioni, a richiesta, in gran parte della penisola, con particolari interessi nel nord-est, compresi Trento, Bolzano e Trieste, dove venivano recapitate ogni giorno diverse decine di chilogrammi di marijuana, giunta in Italia dall'Albania, attraverso il canale d'Otranto.

I carabinieri hanno documentato come lo stupefacente, per giungere a Trento con i corrieri nigeriani, fosse fatto viaggiare anche a bordo di treni ad alta velocità e, per nasconderne il tipico odore ed eludere i controlli, venisse avvolto in più strati di cellophane impregnati di mentolo. Controllando i movimenti dei corrieri, i militari sono riusciti ad individuare diversi canali di approvvigionamento e ad effettuare numerosi sequestri, accertando che diverse province del nord-est, da cui proveniva la droga spacciata in Trentino, erano a loro volta rifornite dal gruppo di nigeriani operante su Roma. Le indagini nel complesso hanno portato inoltre al sequestro di 16 Kg di marijuana, destinati a rifornire le piazze trentine e all'acquisizione di elementi a carico di altri 31 indagati, riconducendo al gruppo i sequestri di altri 604 Kg di marijuana e 17 di hashish.