La Merano-Bolzano e i disservizi, tra treni fermi e carenza di personale: «Sopportazione al limite»
La testimonianza di un insegnante bolzanino pendolare, infuriato per l’ennesimo disagio subito: «Interruzione del servizio pubblico per mancanza di reclutamento o cattiva gestione»
MERANO. Non c'è pace per i pendolari che ogni mattina devono spostarsi da e per Bolzano in treno. Un viaggio per raggiungere il posto di lavoro che molto spesso si conclude ben oltre le più rosee aspettative causa ritardo o peggio soppressione dei treni comunicata magari all'ultimo. Tra chi è costretto a subire questo disservizio c'è anche un insegnante bolzanino che lavora a Merano e che con la ripartenza delle attività scolastiche deve fare i conti con i ritardi e le cancellazioni.
«Sono un insegnante pendolare che vive a Bolzano e lavora a Merano e quasi tutti i giorni viaggio in treno. Devo dire che negli ultimi mesi ci sono stati parecchie soppressioni o cancellazioni di treni sulla tratta Me-Bo a causa dei lavori di ammodernamento delle infrastrutture che indubbiamente vanno fatte», ricorda il pendolare, che continua: «Questa mattina (ieri, ndr) abbiamo raggiunto però il limite vista la cancellazione dei treni per mancanza di personale. Una interruzione del servizio pubblico per mancanza di reclutamento o cattiva gestione del personale che andrebbe denunciato alle autorità», tuona il cittadino.
Una questione, quella della cancellazione o anche solo ritardo dei treni sulla quale recentemente Joachim Dejaco, direttore generale di Strutture Trasporto Alto Adige Spa al nostro giornale si era espresso in questi termini: «Le sospensioni o i ritardi dei treni possono essere legate a problemi nelle infrastrutture o per mancanza di personale ma anche a un difetto al materiale rotabile, ovvero, se a Fortezza un treno merci blocca la linea, anche Merano può subire delle conseguenze».
Le parole del direttore che dati alla mano confuta la percezione dei pendolari: «Nel 2022 le soppressioni sulla linea Merano-Bolzano erano del 2.3% rispetto alle corse totali, nel 2023 siamo scesi all'1,5%. Rispetto alla percezione che comprendo e sempre teniamo in considerazione, i dati però parlano chiaro», chiude Dejaco aggiungendo che le linee ferroviarie in Alto Adige vengono controllate da RfI a Verona e che in caso di soppressione di un treno, nel limite del possibile STA si attiva per capire cosa è accaduto al fine di informare tempestivamente i passeggeri. Una spiegazione tecnica che stride però con quanto percepito e dichiarato dai pendolari sempre più sul piede di guerra per via dei continui disservizi subito.