LAVORO

La Provincia di Bolzano fa scattare la "fase 3": smart working al 100% addio

Solo in casi eccezionali potrà proseguire a tempo pieno. A partire da lunedì 29 giugno l’amministrazione provinciale riprende l’attività ordinaria dello sportello e l’apertura al pubblico (foto tema Ansa)

BOLZANO. Il direttore generale della Provincia, Alexander Steiner, ha inviato oggi (26 giugno) una circolare a tutti i dirigenti dell’amministrazione provinciale con la quale viene data una nuova regolamentazione allo smart working ed indicate le linee guida per la nuova fase che mira alla ripresa da lunedì 29 giugno di tutti i servizi e le prestazioni erogate dagli uffici provinciali.

Resta nella facoltà e valutazione dei dirigenti competenti di avvalersi ancora dello strumento della prenotazione degli appuntamenti, se compatibile con il servizio, onde facilitare l’organizzazione dei tempi di attesa e come ulteriore tassello nella digitalizzazione dell’attività amministrativa.

“Riteniamo fondamentale garantire la sicurezza dei nostri collaboratori per questo motiva la presenza sul posto di lavoro sarà legata a particolari norme di tutela” sottolinea il direttore generale della Provincia, Alexander Steiner. A questo scopo sono stati già installati 395 pannelli in plexiglas a protezione del personale che presta servizio agli sportelli. Inoltre, dall’inizio di maggio a tutti i dipendenti ed agli utenti esterni viene misurata la temperatura all’entrata degli edifici provinciali. Il rischio di contagio tra i dipendenti provinciali viene ulteriormente limitato da misure di protezione come, ad esempio, la disinfezione delle mani o l’utilizzo di mascherine, le videoconferenze e l’organizzazione di corsi di aggiornamento online.

Alternanza di smart working e presenza in ufficio

La circolare odierna dà inoltre una nuova regolamentazione allo smart working. Dall’inizio di marzo complessivamente 5.142 dipendenti hanno svolto il loro lavoro in modalità smart working o in telelavoro.

Circa il 94% di tutti i dipendenti provinciali, la cui attività poteva essere svolta in home office, hanno svolto in parte il loro lavoro con questa modalità. “Il modello dello smart working ha consentito all’amministrazione provinciale di garantire i servizi per tutto il periodo dell’emergenza  dimostrandosi uno strumento utile per lo svolgimento del lavoro.

Ciò è dimostrato anche dai risultati emersi da una recente rilevazione nell’ambito della quale i lavoratori che hanno adottato questa modalità hanno valutato molto positivamente le loro esperienze. Per questa regione anche in futuro lo smart working rimarrà disponibile ai dipendenti provinciali come strumento per lo svolgimento della prestazione lavorativa.

Stiamo lavorando alla definizione di un accordo quadro nell’ambito del contratto collettivo d’intercomparto per fissare, assieme alle rappresentanze sindacali, regole e norme chiare in merito a questa forma organizzativa del lavoro”, aggiunge Steiner.

In base a queste considerazioni già dalla prossima settimana verrà attuata una forma mista di presenza sul posto di lavoro e di smart working in home office. Nella circolare i dirigenti provinciali vengono incaricati di ridefinire con i collaboratori i permessi relativi allo smart working. In casi eccezionali sarà consentita la prosecuzione al 100% della modalità di lavoro in smart working da casa.