Grandi Carnivori

La rabbia animalista per l'abbattimento dei lupi in Val Venosta: arrivano i primi ricorsi

Annunciata l’azione legale di Lav, “Il provvedimento rende colpevoli i lupi per le mancate adozioni delle misure di prevenzione da parte degli allevatori”. Anche Enpa rilancia: “L’Ispra non è competente su questioni legali, vicenda più oscura di come la presenta Kompatscher”
IL CASO L’ordinanza per il “prelievo” di due lupi in Val Venosta



BOLZANO. La questione “grandi carnivori” sembra essersi estesa dal Trentino, dove di recente è stata abbattuta l’orsa Kj1, all’Alto Adige, dove due lupi verranno “prelevati” – per usare un tecnicismo. Seguendo lo stesso iter vissuto nelle scorse settimane, sono arrivate le prime risposte, anche per vie legali, da parte degli animalisti. 

"Per celebrare nel peggiore dei modi la Giornata internazionale del lupo, che ricorre oggi 13 agosto, la Provincia di Bolzano ha dato notizia che il presidente Arno Kompatscher ha firmato un'autorizzazione per l'uccisione di due lupi in Alta Val Venosta". Lo sottolinea la Lav (Lega antivivisezione) che annuncia un ricorso al Tar di Bolzano "per fermare questo ennesimo provvedimento che vuole rendere colpevoli i lupi per le mancate adozioni delle misure di prevenzione da parte degli allevatori".

"Il presidente Kompatscher, a un anno di distanza, continua ad accanirsi sui lupi sostenendo gli allevatori che non vogliono utilizzare i sistemi di prevenzione - dichiara Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici Lav - favorendo così la possibile violazione della Direttiva Habitat, le cui conseguenze ricadrebbero su tutti i cittadini italiani. La tutela dei lupi è prioritaria rispetto a quella degli allevatori bolzanini, già sufficientemente 'coccolati' dalla politica provinciale a suon di investimenti pubblici a fondo perduto, anche proprio per l'acquisto degli strumenti di prevenzione".

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Ente nazionale protezione animali, Enpa, che ha attiva il proprio ufficio legale per impugnare l'ordinanza in questione della Provincia di Bolzano. 

L'Enpa ha chiesto anche di "accedere al rapporto della forestale sulle presunte predazioni e al parere Ispra sull'uccisione dei due animali". L'associazione osserva che, secondo l'ordinanza, "gli animali sarebbero stati coinvolti in episodi di predazione verificatisi nell'arco di ben due mesi. Un periodo di tempo, questo, che avrebbe dato modo ai proprietari degli animali allevati di predisporre adeguate contromisure per evitare il ripetersi delle presunte predazioni".

Per quanto riguarda l'Ispra, ha aggiunto l'Enpa, "da quanto sappiamo non esprime valutazioni sul caso specifico, relativamente ad esempio ai metodi di prevenzione, e non dice che la Provincia di Bolzano può procedere con l'uccisione dei lupi. Ispra dice solo che quell'ordinanza è conforme alla legge ammazza-lupi approvata dalla Provincia stessa nel 2023. Il che sarebbe piuttosto singolare considerando che tale l'Istituto dovrebbe pronunciarsi su questioni ambientali e non giuridiche". Secondo l'ente, insomma, "la vicenda è molto più oscura di quanto sostiene Kompatscher nella sua ordinanza", ma "le ordinanze di uccisione non sono e non possono mai essere una soluzione, ma sono esse stesse il problema: l'incapacità dell'uomo di convivere con lupi, orsi e più in generale con tutti gli animali selvatici".

Anche alti enti si sono mossi lungo la stessa linea, infatti le associazioni Leal, Leidaa, Oipa e "Zampe che danno una mano" hanno presentato al Tar di Bolzano un'istanza cautelare "ante causam" per chiedere la sospensione dell'autorizzazione oggetto di diatriba. Nell'istanza si sottolinea, tra l'altro, riferisce una nota, "la mancata applicazione del principio di proporzionalità e gradualità, più volte richiamato su questa materia dal Consiglio di Stato, visto che manca o è insufficiente la prova che siano state adottate tutte le misure preventive prima di richiedere una deroga al divieto di abbattere animali di specie particolarmente protetta".

Inoltre, con l'autorizzazione viene "dato per scontato che il prelievo di due lupi 'a caso' metta fine alle predazioni, mentre sono del tutto ignoti gli effetti di uccisioni indiscriminate sui branchi di lupi". Le associazioni, infine, evidenziano "come il decreto citi un parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), il cui contenuto è stato arbitrariamente interpretato, nella nota divulgata dalla Provincia di Bolzano, per far apparire la scelta dell'abbattimento come accettabile almeno per quanto riguarda i tassi di predazione. In realtà l'Istituto ricorda che non si sa come siano stati individuati i criteri introdotti dalla norma provinciale e che tali criteri non definiscono la dimensione dell'area oggetto del danno. Quindi è impossibile 'valutare adeguatamente la sussistenza del primo requisito richiesto dalla norma comunitaria' per poter derogare dalla regola della protezione della specie, cioè la gravità dei danni". 













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