l’incidente

La tragedia di Campodazzo: il conducente dell’auto indagato per omicidio stradale

Lo scorso gennaio il violentissimo scontro frontale tra un’auto con a bordo tre giovani e una con alla guida un medico dell’ospedale, miracolato. Tre vite rovinate in pochi secondi


Aliosha Bona


BOLZANO. Tre amici, una macchina a noleggio e una destinazione sconosciuta. Una viaggio drammatico che comincia a Prato, in Toscana, all'alba del 21 gennaio, e termina alle 10.26 dello stesso giorno al chilometro 455 della strada statale 12, all'altezza di Campodazzo. 

Tre giovani vite rovinate da un incidente che - a tre mesi esatti - risulta avere contorni ancora molto poco chiari e su cui stanno lavorando i Carabinieri. La Jeep Renegade con a bordo i ragazzi, subito dopo una curva percorsa a velocità elevatissima, andò a sbattere contro una Citroën Picasso, proveniente da Bolzano e guidata da un medico dell'ospedale. 

El Mehdi Souktani, marocchino di 19 anni, seduto sul lato del passeggero, morì sul colpo. Il conducente (un connazionale di 23 anni) deve rispondere dell'accusa di omicidio stradale. A tradirlo, forse, una distrazione. Sui sedili posteriori c'era un terzo ragazzo. Un 20enne, anche lui marocchino, rimasto incastrato nell'abitacolo per venti interminabili minuti. Per liberarlo fu necessario intervenire con le pinze idrauliche: un'azione delicatissima quella dei vigili del fuoco volontari perché il giovane versava già in condizioni critiche. 

Dopo le prime cure sul posto da parte del medico d'urgenza venne trasportato al "San Maurizio" e sottoposto ad una delicata operazione chirurgica. È rimasto per circa due mesi nel reparto di terapia intensiva. Poi è stato trasferito in un centro specializzato a Vipiteno: non si è più ripreso e resta in pericolo di vita.

Il dramma delle famiglieTre famiglie che da quel giorno sono accomunate dallo stesso dolore. Dalla Toscana, dove vivono, si recarono in Alto Adige il giorno stesso. Due genitori per il riconoscimento della salma, altri due aggrappati alle notizie dei medici. I parenti del 23enne, che si trovava alla guida, raggiunsero direttamente l'ospedale di Bressanone, dove il giovane venne ricoverato con ferite lievissime, ma in stato di shock. Nelle settimane successive ha fornito agli inquirenti una versione dei fatti sbiadita, comprensibilmente poco lucida. 

Molti dettagli risultano ancora al vaglio della magistratura. A partire da quella macchina a noleggio presa alcuni giorni prima in una carrozzeria di Pistoia. Non è ancora chiaro perché si stessero dirigendo così a nord, probabilmente in Alta Badia, durante una giornata lavorativa. Si esclude l'ipotesi di una vacanza. Rimangono vive altre piste, su cui al momento non trapela nulla. Miracolato il conducente della Citroën Picasso. Dopo lo scontro rimbalzò violentemente contro un muro alla destra della carreggiata. Il 61enne, residente a Colle Isarco, subì diverse fratture rimanendo però sempre cosciente.













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