Il caso

Laives, amianto e idrocarburi in zona Galizia 

Cantiere al palo da quasi quattro mesi. Il direttore dell’Ufficio rifiuti: «Era necessario intervenire con dei carotaggi mirati per fare il punto» «Un tempo le regole erano decisamente meno stringenti». Bloccati i lavori per il campo da calcio (5,7 milioni) e l’anello ciclabile (2,3 milioni) 


Massimiliano Bona


LAIVES. Il cantiere della ditta Bettiol in zona Galizia (lavori da 5,7 milioni per tribune, spostamento campo ecc.) è bloccato da quasi quattro mesi. E il motivo è presto detto: a seguito di una ventina di carotaggi effettuati (come prevede la legge) sono state rilevate tracce di amianto e idrocarburi, il che renderà necessario per il Comune di Laives rivedere il progetto e mettere in sicurezza l’area con alcune prescrizioni.

Poco lontano sorgerà anche l’anello ciclabile (o ciclodromo) per un importo di altri 2,3 milioni. Una zona, dunque, sulla quale Comune e Provincia stanno investendo massicciamente.

Un tempo proprio lì era stata pianificata la «cittadella dello sport», ma poi il progetto naufragò clamorosamente per una serie di veti politici incrociati. Se pensiamo, oggi, che l’Fc Alto Adige nel frattempo è finito in serie B Laives ha di che mordersi le mani soprattutto per l’indotto perso.

Giulio Angelucci, direttore dell’Ufficio Gestione rifiuti della Provincia, spiega di aver concertato i vari passi con il Comune.

«Confermo la presenza di amianto - per fortuna non in quantità elevatissime - e idrocarburi che vennero depositati probabilmente dagli anni Cinquanta-Sessanta in poi. All’epoca le leggi in materia erano decisamente meno rigide. So che a Laives sono stati effettuati i carotaggi previsti e che è stata concordata una road map che potrebbe portare alla ripresa dei lavori in un lasso di tempo non eccessivamente lungo. Ora aspettiamo l’ultima versione del progetto che potrebbe portare ad un’approvazione con determinate prescrizioni».

Nella zona del ciclodromo in particolare si potrbbe procedere ad una «sigillatura» dell’area, in modo da evitare la possibile fuoriuscita di materiali pericolosi.

Il sindaco Christian Bianchi conferma il ritrovamento dei materiali inquinanti ma si dice relativamente sollevato: «Pensavamo che la situazione potesse essere ancora più pesante. Poco distante - sull’area dove è prevista anche la realizzazione dell’anello ciclabile - c’era infatti una discarica. Le prescrizioni degli anni Settanta non erano certo così severe come le attuali. È doveroso, in ogni caso, procedere in assoluta sicurezza».

















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