Sanità

Le nuove sfide dell'oncologia: la cura degli anziani e i tumori ereditari

Il primario del San Maurizio, Luca Tondulli: «Vogliamo migliorare la qualità di vita e l'efficacia del trattamento nelle persone anziane». Attivo un ambulatorio per studiare neoplasie causate da mutazioni genetiche che vengono trasmesse dai genitori ai figli


Valeria Frangipane


BOLZANO. Un nuovo percorso onco-geriatrico, sempre più attenzione ai tumori ereditari e un approccio personalizzato alla malattia con l'utilizzo di nuovi farmaci per migliorare le probabilità di guarigione e la qualità della vita del paziente. Il primario di Oncologia del San Maurizio - Luca Tondulli - parla delle nuove sfide che attendono il suo reparto. Ricordiamo che i dati delle neoplasie in Alto Adige sono stabili con circa 3.600 nuovi casi l'anno e che negli ultimi decenni le cure hanno compiuto passi da gigante. Si sono affermate - infatti - terapie come quelle a bersaglio molecolare, l'immunoterapia e le terapie cellulari, fino a 15 anni fa impensabili.

Anziani, la miglior cura

Tondulli parla dei nuovi progetti o della loro estensione, oltre alle attività ordinarie, con numeri in crescita costante negli ultimi 2 anni. «Stiamo lavorando - dice - per attivare un percorso onco-geriatrico perchè vogliamo migliorare la qualità di vita e l'efficacia del trattamento nelle persone anziane. Un percorso che si basi su valutazioni specifiche (geriatrica multidimensionale) operate dai medici e infermieri dell'Oncologia e con la collaborazione di Geriatria, finalizzate a definire più accuratamente la presenza simultanea di due o più malattie che possono o meno essere correlate tra loro, la fragilità, lo stato funzionale e cognitivo del paziente anziano, identificando le aree di vulnerabilità prima di iniziare i trattamenti clinici. Questione che ci potrà permettere di identificare quali pazienti anziani potranno trarre davvero beneficio dalle cure, riducendo i rischi di tossicità e aumentando la possibilità di intraprendere una terapia efficace».

I tumori ereditari

Dal 2023 è inoltre attivo un servizio dedicato ai tumori ereditari, causati da mutazioni genetiche che vengono trasmesse dai genitori ai figli e che aumentano il rischio di sviluppare specifici tipi di cancro.«Abbiamo attivato un ambulatorio a valenza aziendale con un medico dedicato, con cadenza mensile, ossia rivolto a persone sane ma portatrici di mutazioni di geni (il famoso Brca dell'attrice Angelina Jolie) che possono predisporre ad un aumentato rischio di sviluppare alcune forme di tumore, come quelle al seno e all'ovaio. Questo implica però la necessità di reclutare altri medici, cosa non facile data la carenza a livello nazionale e, quindi, di individuare da parte dell'Azienda nuove modalità per rendere attrattivo il lavoro in provincia di Bolzano».

Medici giovani e nuovi spazi

Attualmente in reparto oltre al primario, lavorano 6 medici, 2 uomini e 4 donne. «Si sta ricostituendo un gruppo nuovo, composto da medici giovani, affiatati, volenterosi e con il desiderio di introdurre nuove attività per migliorare il nostro servizio e le opportunità di cura per i nostri cittadini. Colleghi con grande esperienza anche nella ricerca anche all'estero). A luglio arriverà un altro collega dalla Danimarca: credo che la sua presenza gioverà ulteriormente, grazie al confronto con esperienze molto diverse dalla nostra, costituendo un momento di crescita collettiva».Tondulli dice che sarà importante individuare nuovi spazi per il reparto. «Quelli attuali non sono più sufficienti/ottimali a garantire tutte queste attività; speriamo, nell'ambito del processo di ristrutturazione in corso al San Maurizio, di poter disporre presto di un reparto nuovo, più moderno e funzionale, ma anche sempre più accogliente dove ricevere e curare i nostri malati».

L'importanza della ricerca

I nuovi farmaci, ben diversi dai classici chemioterapici, che hanno in molti casi cambiato favorevolmente la storia naturale di queste malattie - dice il medico - richiedono competenze e una gestione più specifica che deve essere basata sulla conoscenza di queste terapie sia da parte dei medici che degli infermieri per ottimizzare la gestione dei malati e ottenere i migliori risultati dalle cure. «Per queste ragioni abbiamo intrapreso e stiamo quotidianamente pianificando un programma di ricerca nel nostro reparto.Abbiamo attivato trial clinici (sperimentazioni) nazionali ed internazionali in collaborazione con diversi gruppi scientifici di cui siamo diventati partner, abbiamo progetti di studi indipendenti e spontanei in collaborazione con altri reparti e servizi aziendali e con l'Eurac, infine collaboriamo con colleghi italiani ed esteri per essere presenti con lavori condivisi ai diversi congressi nazionali ed internazionali nonchè con pubblicazioni scientifiche».

Il Tumor Board cresce

Tondulli dice che non va dimenticata l'importanza di proseguire con due progetti di rilievo: la costituzione della Rete oncologica provinciale e il Molecular Tumor Board che crescerà per diventare regionale.«Un cittadino che si ammala deve poter essere affidato ad un Centro di riferimento. Ecco perché è importante costruire una Rete in grado di individuare reparti/servizi e strutture di riferimento e di eccellenza, elaborare percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) per ogni singola patologia oncologica, prevedendone verifica, revisione e aggiornamento periodici». Il medico sottolinea l'importanza del Molecular Tumor Board. In estrema sintesi un team multidisciplinare di esperti che si riuniscono per interpretare i risultati di test molecolari sui tumori, per individuare terapie personalizzate. Questi esperti, che possono includere oncologi, patologi, genetisti, biologi molecolari e altri specialisti, analizzano i dati molecolari per identificare alterazioni specifiche nel tumore che possono essere sfruttate per trattamenti mirati.

L'Oncologia degli ultimi 15-20 anni - ripete il primario - è cambiata in maniera radicale, grazie ai nuovi farmaci. «Abbiamo a che fare con un nuovo modello di Oncologia mutazionale, nella quale specifiche alterazioni molecolari individuate nei tumori grazie ai test di profilazione genomica estesa (Next Generation Sequencing o NGS, disponibili anche presso l'Anatomia Patologica del San Maurizio) diventano bersaglio di trattamenti individualizzati, offrendo nuove opportunità di cura con farmaci innovativi. Va detto che l'estrema complessità della gestione del nuovo modello necessita di una governance rigorosa che richiede l'istituzione di gruppi interdisciplinari, i cosiddetti Tumor Boads Molecolari (Mtb), in cui siano integrate le diverse competenze - Oncologia, Ematologia, Biologia molecolare, Anatomia patologica, Farmacia ospedaliera ecc. - per poter meglio governare processi clinici, appropriatezza prescrittiva e sostenibilità economica. In questo contesto, il Tumor Board Molecolare (Mtb) è l'organismo che valuta e interpreta l'esito di test molecolari complessi che permettono di predire la vulnerabilità alle terapie a bersaglio molecolare ovvero alle immunoterapie. Ecco perché stiamo lavorando, insieme alla direzione aziendale e ai colleghi di Trento, all'istituzione di un MTB regionale». ©RIPRODUZIONE RISE













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