Mobilità

Lo stop ai treni Merano-Bolzano: “Servizio sostitutivo carente”, pullman sovraffollati

Pullman sovraffollati, il caso di chi a Postal avrebbe dovuto aspettare la corsa successiva per arrivare (in ritardo) al lavoro.

LO STOP La linea resta interrotta fino al 16 luglio 



MERANO. Per evitare che sua figlia, studentessa di terza superiore, arrivasse in ritardo al primo giorno di lavoro estivo, una madre si è vista costretta a prendere un permesso di lavoro per accompagnare la ragazza in auto da Postal a Bolzano, dopo che il bus sostituivo del treno (e con la linea Me-Bo interrotta) non la aveva accolta a bordo causa sovraffollamento. Sta creando più problemi del previsto e già dai primi giorni, l’interruzione della linea ferroviaria Merano-Bolzano imposta da Rfi che durerà fino al 16 luglio. E il caso riportato è emblematico, e tanti altri ne seguono.

L’interruzione è motivata dal fatto che, tra le prime in Europa, le ferrovie tialiane hanno adottato l’ERTMS di livello 2, uno strumento capace di garantire la circolazione dei treni con l’adozione di funzionalità e tecnologie all’avanguardia. Piùù sicurezza che però per ora sta causando non pochi disguidi agli utenti meranesi, soliti ad utilizzare la ferrovia per spostarsi fino a Bolzano. Da una parte si registra la mancanza di collegamenti alternativi per il capoluogo con partenze da Maia Bassa, dall’altra, e qui è un utente stesso a denunciare la questione, si ripropone il sovraffollamento sugli autobus sostitutivi. IN attesa del grande flusso di turisti previsto per fine mese, la situazione sembra già critica. 

Il racconto.
Spiega la madre di una studentessa pendolare sulla linea, che l’altra mattina non è riuscita a salire sul bus che l’avrebbe dovuta portare al primo giorno di lavoro estivo: “Essendoci la sospensione, mia figlia voleva prendere il B200 Express da Postal, sostitutivo, da dove abitiamo. Lei è una studentessa, per l’estate lavorerà in zona Fiera a Bolzano”, esordisce la madre che racconta così il disservizio: “Il bus è arrivato in orario alle 9.58 alla stazione Lana-Postal, ma era già pieno, non c’era posto per sedersi. L’autista ha comunicato a mia figlia che avrebbe dovuto aspettare quello successivo, delle 10.28”, precisa la donna. 

Un problema non da poco, oltre l’attesa di un’ora, avrebbe causato l’arrivo in ritardo. Ancora la donna: “Mia figlia deve essere a lavoro per le 10.30 e comunque anche se avesse avuto la possibilità di aspettare il bus successivo non ci sarebbe stata la certezza dei posti a sedere. Ho dovuto accompagnarla in auto”.  

”Non è stato previsto un sistema sostitutivo sufficiente, soprattutto per chi prende il bus nelle stazioni intermedie, ovvero in una delle quattro fermate previste sulla linea Express Merano-Bolzano. Inoltre, prosegue la donna, oltre a mia figlia altre otto persone sono rimaste a piedi per via del fatto che l’autobus era pieno di persone”, chiude la madre.

La quale, come detto, ha dovuto chiedere un permesso temporaneo dal lavoro per evitare alla figlia un imbarazzante ritardo. J.M.













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