Ambiente

A Merano nuovi alberi più resistenti allo stress climatico 

Tra fine marzo e inizio di giugno sono state messe a dimora oltre 60 nuove piante in sostituzione di quelle abbattute l’anno scorso perché malate o per ragioni di sicurezza



MERANO. L’impegno del Comune sul tema del cambiamento climatico non vuole fermarsi a parole e impegni. Nel percorso di sostituzione degli alberi abbattuti – lungo le strade o nei parchi pubblici – per ragioni di sicurezza, spesso derivanti da malattie o da vetustà, sono state scelte piante in grado di sostenere lo stress derivante dalle condizioni climatiche in fase di mutazione e con attenzione al contributo ecologico.

Oltre 60 nuove piante, fra cui alcune rarità botaniche, sono state messe a dimora fra la fine di marzo e inizio di giugno lungo le vie nelle quali, nel 2021, erano state abbattute - per ragioni di sicurezza o per la conclusione del ciclo vitale delle piante stesse - le precedenti alberature.

Nei filari stradali sono state scelte specie autoctone in continuità con la specie botanica prevalente come platani e aceri, ma sono stati piantumati anche molti tigli argentati (tilia tomentosa). Al contrario del tiglio europeo – spiega una nota dell’amministrazione -, il tiglio argentato ha la specificità di risparmiare sull'evaporazione dell'acqua e di contribuire a un migliore assorbimento delle polveri inquinanti. “La scelta delle nuove piante in base alla loro capacità di rispondere al meglio a cambiamenti e stress climatici attuali è di fondamentale importanza. Un altro esempio in questo senso sono le querce piantumate in via Dante”.

Entra nel dettaglio la vicesindaca e assessora all'ambiente Katharina Zeller: «Merano si è sempre distinta per una ricca varietà di specie arboree. Questa ampia biodiversità oggi rappresenta un notevole vantaggio, non solo sotto il profilo botanico e paesaggistico. In questo modo infatti si riduce sensibilmente il rischio di perdere per malattia un alto numero di esemplari. Per i nuovi impianti vengono pertanto selezionati gli alberi più adatti a garantire anche in futuro questa biodiversità arborea».

«In primavera la Giardineria ha voluto fornire un ulteriore aiuto alle piante investendo in tecniche e prodotti innovativi per rafforzare le difese e gli apparati radicali», spiega la direttrice della Giardineria comunale Anni Schwarz. «Nell'atto di messa a dimora, sono state installate delle reti in fibra di legno in grado di assorbire più acqua e trattenere umidità per migliorare la disponibilità idrica della zolla, la vera area critica dell'apparato radicale». Inoltre sono stati inseriti nel terreno dei preparati fungini specifici per ogni singola pianta.

«Questi funghi, chiamati micorrize - precisa Niccolò Fornasini, tecnico della Giardineria comunale - hanno il compito di abbracciare le piccole radici creando un rapporto di simbiosi con la pianta. In pratica il fungo riceve dalla pianta le sostanze energetiche di riserva e in cambio fornisce ad essa un apporto aggiuntivo di acqua e di sali minerali. Una vera e propria collaborazione mutualistica che spesso avviene nei boschi e che si cerca di replicare nel difficile contesto urbano. Come intervento finale è stato posato nelle aiuole materiale pacciamante con cippato. Tutto queste strategie e procedure sono finalizzate a supportare nel migliore modo possibile le alberature di Merano».

Sono stati inoltre individuati nuovi siti pubblici di piantumazione, come ad esempio per i gingko biloba di via Leopardi e di via Innerhofer e per le cinque nuove piante che hanno trovato dimora presso l'area cani ex-Bosin.

















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