Area ex gas, entro l’anno  via alla nuova bonifica 

L’intervento. Interessati il sottosuolo di via Toti, il centro equestre e il parcheggio confinante  Previsti complessivamente sei mesi di lavori suddivisi in tre lotti, si comincerà dalla carreggiata

di Simone Facchini

Merano. L’assegnazione di incarichi propedeutici alla bonifica vera e proprio sta a significare che i tempi sono maturi. L’amministrazione cerca di prepararsi a parare il colpo al meglio, ma i precedenti agitano spettri. Nei giorni scorsi Daniela Cinque, vicesegretaria generale e responsabile dell’Ufficio gare e appalti di via Portici, ha firmato l’aggiudicazione del servizio di progettazione esecutiva, di direzione dei lavori, del coordinamento della sicurezza, della misurazione e della contabilità dei lavori per il risanamento degli spazi esterni dell'areale ex azienda del gas. Per poco meno di 64 mila euro escluse Iva e contributi previdenziali, la serie di commissioni è stata affidata in via definitiva all'associazione temporanea di impresa composta dallo studio di ingegeria Patscheider & Partner Srl di Malles con Geoconsulting Int. Studio Associato di Bolzano. Con un ribasso del 25,80% sul prezzo a base d'asta, l’Ati ha proposto il prezzo migliore fra le cinque offerte pervenute in municipio.

I costi.

Sotto il profilo economico si tratta di briciole rispetto al costo complessivo dell’operazione, stimato in 1,4 milioni. Somma a sua volta ancora contenuto rispetto alla dozzina di milioni prelevate dalle casse comunali per far fronte, lo scorso decennio, alla bonifica del terreno sottostante l’ex azienda del gas. Una pagina nera per i bilanci municipali, con tanto di scintille giudiziarie con la ditta acquirente del terreno con finalità residenziali.

Ecco perché l’avvicinarsi di nuovi lavori nell’area confinante a quella già depurata muove fantasmi. Anche se questa volta il caso è stato studiato per evitare un bagno di sangue economico.

La zona e il progetto.

La zona interessata, dicono i carotaggi, insiste nel sottosuolo della carreggiata di via Toti (un centinaio di metri) invadendo i parte il parcheggio del ristorante “Da Dante” e in parte il campo verde del centro equestre.Il terreno contaminato si trova a una profondità di 20 metri circa. Il progetto, elaborato dallo Studio geologia e tutela dell'ambiente in collaborazione con l'ingegner Martin Weiss e secondo le prescrizioni dell'Uffico provinciale gestione rifiuti, anziché scavare prevede la realizzazione di “barriere” in grado di impedire all'acqua piovana di penetrare nel terreno e di attraversare gli strati inquinati trascinando le sostanze nocive fino alla falda acquifera, che si trova a quote più profonde. In via Toti verrà steso uno strato di asfalto non drenante con una pendenza del 2%, mentre all'interno del circolo ippico è previsto, a 3 metri di profondità, un intervento di impermeabilizzazione con materiale argilloso.

Il cronoprogramma.

Certo è il fatto che non si tratterà di una passeggiata. Anche e soprattutto dal punto di vista dei disagi dovuti all’operazione. A partire dall’aspetto viabilistico: la zona delle scuole, con alta densità residenziale, è raggiungibile unicamente proprio da via Toti. Possibile che venga realizzata una bretella, penetrando nel campo verde del centro equestre, per i lavori che interesseranno la strada e che probabilmente saranno i primi, protraendosi per un mese. «Per fine agosto abbiamo in agenda un incontro con gli attori interessati» puntualizza Stefan Frötscher, assessore ai lavori pubblici. «Dai responsabili dell’ippodromo a quelli del centro equestre, dal titolare del ristorante al comitato di quartiere, cercheremo assieme di tracciare una road map che minimizzi l’impatto dell’intervento. I disagi saranno inevitabili. Ma i lavori vanno fatti. Contiamo di cominciare entro l’anno».

L’operazione durerà, nel suo complesso, circa sei mesi. Al termine, queste le garanzie, verrà ripristinato l’assetto attuale con l’eccezione di una parte del parcheggio, destinata a ospitare un’isola ecologica: con il risanamento verranno create le “fondamenta” per l’impianto di raccolta dei rifiuti secondo il modello che la Municipalizzata sta espandendo nei quartieri negli ultimi anni.