Crescono i centri massaggi cinesi a Merano: dubbi su sfruttamento e controlli
Segnalazioni alle forze dell’ordine parlano di attività sospette, ma la sindaca Zeller ammette: «La prostituzione è legale, senza denunce non possiamo intervenire»
MERANO. In città crescono i centri massaggi cinesi, ma insieme agli affari aumentano anche i sospetti. Secondo alcune segnalazioni giunte alle forze dell’ordine, dietro le insegne di alcuni di questi locali si nasconderebbero attività che vanno oltre il massaggio terapeutico, con pratiche di natura sessuale.
A Merano se ne contano ormai sei o sette, spesso discreti e silenziosi, ma sufficienti a suscitare preoccupazione tra i cittadini e le istituzioni. A sollevare il tema è stata Heidi Dubis, che esprime timori per le donne impiegate in queste strutture, definite “moderne schiave” per le condizioni in cui lavorano.
Il Comune e le forze dell’ordine stanno monitorando la situazione, ma le possibilità di intervento restano limitate. Come ha spiegato la sindaca Katharina Zeller, «abbiamo le mani legate: la prostituzione in Italia è legale e finché le ragazze non denunciano di essere sfruttate, non ci sono margini d’azione».
Unico spiraglio, dunque, sarebbe un intervento nel caso in cui emergessero prove di sfruttamento o coercizione, elementi che al momento non risultano accertati.
Il servizio, trasmesso dal Tgr Rai di Bolzano, ha riacceso il dibattito su un fenomeno in crescita, che solleva interrogativi non solo sul rispetto delle leggi, ma anche sulla tutela delle lavoratrici e sul ruolo delle istituzioni locali nel prevenire possibili forme di abuso o tratta.