«Giovani, dal Comune finora solo promesse»
La denuncia. A cinque mesi dalle elezioni, la Consulta ancora non è stata convocata I membri: «Troppi rinvii ci hanno già impedito di organizzare un dibattito per le europee»
Merano. Ennesimo impasse per la consulta giovani. Ma stavolta non perché manchi lo slancio da parte dei membri che la compongono, bensì perché l’amministrazione comunale ancora non l’ha convocata. È solo con questo atto, infatti, che i sette ragazzi eletti e quelli nominati da scuole e associazioni possono configurarsi formalmente come consulta, e quindi trovare una legittimazione come organo consultivo del Comune. Pure la Civica per Merano ha di recente presentato un’interrogazione al sindaco sulla questione. Stanchi dei continui rinvii, i membri eletti fanno sentire la loro voce, nella speranza che qualcosa finalmente si smuova.
Cinque mesi di rinvii.
Le elezioni per il triennio 2018-2021 sono state fra il 13 e il 15 dicembre. Un sonoro flop: soltanto 70 le indicazioni di voto pervenute, comprese le cinque schede escluse dal conteggio perché ritenute nulle. Ciononostante, i sette eletti non si sono dati per vinti, proseguendo nel progetto di apertura della prima aula studio meranese, al Coworking della memoria, un passo importante nella garanzia di una forma basilare di diritto allo studio. Da statuto (da diversi mesi in fase di traduzione negli uffici comunali), per l’insediamento serve che i membri siano almeno dieci. «Un ottavo membro è stato nominato dall’istituto Gandhi, e sappiamo che altri due sarebbero stati indicati da altrettanti centri giovanili. In più, abbiamo ricevuto manifestazioni d’interesse da parte di altre persone che si unirebbero volentieri alla consulta», precisano Daniele Di Lucrezia, Marzia Bertolini, Renato Dalla Zuanna, Nabila Joarder e Francesco Tirello. «Spetta al Comune invitare scuole e associazioni a nominare membri, ma sembra che non faccia alcuna pressione. Alcune settimane fa l’assessore alla gioventù Andrea Rossi e la direttrice dell’Ufficio scuole Alice Bertoli ci avevano promesso che “a breve” avrebbero convocato la consulta. Poi avevano rinviato la convocazione a “dopo le vacanze di Pasqua”. Ma ad oggi nulla è stato fatto». Insomma, il rischio è che vada a finire come nel 2015, quando la convocazione arrivò a dicembre nonostante le elezioni fossero state a marzo.
Rilanciare la partecipazione.
Sebbene la partecipazione giovanile ai temi politici sia bassissima, la consulta potrebbe essere la piattaforma dalla quale far riavvicinare gli studenti quantomeno ai temi cittadini. Un seguito ideale per il dibattito organizzato nell’aula magna del Gandhi in occasione delle elezioni provinciali sarebbe potuta essere una discussione analoga in vista delle europee del 26 maggio, «una discussione aperta a tutta la cittadinanza – spiega Marzia Bertolini – che però non ci sarà, perché la consulta non è ancora stata formalizzata. Noi ci siamo, siamo pronti. Potevamo iniziare a lavorare già cinque mesi fa, se solo il Comune ci avesse convocati. La soglia dei dieci membri l’avremmo superata in poco tempo». Daniele Di Lucrezia aggiunge che l’organo ha bisogno di due o tre mesi per entrare a regime, dato che il presidente viene eletto solo alla terza seduta.
Svuotamento di funzioni.
Progetti a parte, il nome stesso dell’organo ne precisa la funzione consultiva. Eppure, prosegue Di Lucrezia (già presidente durante lo scorso mandato), «nello scorso triennio non siamo stati coinvolti in misura adeguata. L’assessorato alle politiche giovanili non ci ha mai interpellati, non siamo nemmeno stati invitati al 25° della Quietanza liberatoria, quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è venuto a Merano per incontrarsi col suo omologo austriaco Alexander Van Der Bellen. Sì, l’assessore Stefan Frötscher ci ha interpellati per il nuovo Piano sociale, così come l’assessora Madeleine Rohrer l’ha fatto per il nuovo Piano urbano del traffico e per l’iniziativa “Prego cerca grazie”. Ma per il resto, niente. E pensare che nel 2016, con la mia elezione a presidente, l’assessore Rossi aveva detto che i giovani sarebbero stati tenuti in considerazione».