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L’orso fra Lagundo e Marlengo. I sindaci: «Cresce la paura»

Il plantigrado nei boschi del Burgraviato. Sopra Cermes prese di mira altre arnie dopo quelle devastate a San Vigilio. Preoccupati i cittadini e gli operatori turistici

IN TIROLO. Pronti a premiare i cacciatori che abbattono lupi e orsi problematici


Ezio Danieli


LAGUNDO. C'è una paura diffusa a Lagundo, come pure a Marlengo. Lo stesso timore che s'è propagato anche a Cermes dopo l'ultima incursione di un orso che ha devastato alcuni alveari poco sopra il paese. I sindaci dei tre Comuni non sanno più che fare. Possono solo cercare di tranquillizzare gli abitanti ed i numerosi turisti che chiedono spiegazioni. Devono anche rendere conto di quale è la situazione agli operatori turistici, che sono molto preoccupati.

Nella notte fra sabato e domenica scorsa, nella zona sopra Foresta, nel comune di Lagundo, un orso ha preso di mira 5 arnie andate pressoché distrutte nei pressi del Waalweg di Marlengo, un sentiero molto frequentato da escursionisti. I danni subiti dal proprietario dell’impianto ammontano ad alcune migliaia di euro. Il caso è stato segnalato alle guardie forestali. C'è attesa per l'esito dell'esame del Dna su alcuni reperti rinvenuti sul posto. Dice il sindaco di Lagundo Ulrich Gamper: «Non sappiamo come muoverci. In Comune è stata presentata una lettera degli albergatori che sollecitano un intervento. Da parte nostra invieremo una lettera in Provincia per sollecitare che qualcosa si faccia. Il problema dell'orso che si avvicina alle case non può più essere sottovalutato. C'è bisogno subito di fatti concreti per evitare che si ripetano casi come quello in Trentino con la morte di un giovane».

Anche il sindaco di Marlengo evidenzia la paura della popolazione e dei turisti per la presenza di un plantigrado nella zona del Waalweg. «Nelle ultime ore - dice Felix Lanpacher - è stato segnalato un altro attacco nella zona di Cermes dove l'orso ha preso di mira altre arnie. È ghiotto di miele, come si sa. Dalle informazioni che ho avuto sarebbe un animale di dimensioni ridotte che poi ha proseguito verso Pavicolo, frazione di Lana. I forestali sono stati avvisati e controllano meticolosamente tutto il territorio. Ma di più, come Comune, francamente non possiamo fare. Servono precise indicazioni da parte della Provincia. Da parte nostra non è possibile chiudere uno o più sentieri».

















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