In via Portici

Merano, l’ex candidata sindaca sventa la truffa in negozio 

Susanne Zuber scopre il tentativo di raggiro da parte di una giovane cliente. Dopo essersi allontanata, la donna ha provato a rifarsi in un altro esercizio commerciale del centro storico

di Jimmy Milanese

MERANO. Ha provato a truffare Susanne Zuber, l’ex candidata sindaca alle ultime elezioni per il partito di Enzian, ma le è andata decisamente male. Protagonista di questa vicenda una donna di circa 30-35 anni che venerdì pomeriggio si è presentata sotto i Portici nel negozio gestito da Zuber con un’aria da subito sembrata sospetta.

«Dobbiamo avere mille occhi, noi commercianti, soprattutto nel mio caso, visto che tra la merce in vendita nel mio negozio ci sono anche oggetti molto piccoli che facilmente possono essere occultati e quindi rubati», esordisce Zuber che continua: «La donna ha preso un oggetto di pochissimo valore e si è presentata alla cassa dove in quel momento ero presente. Prima mi ha chiesto di pagare l’oggetto con una banconota da 50 euro, poi ha detto di avere trovato i pochi euro necessari per saldare il conto. Ma nel frattempo, cercando di confondermi con una parlantina in un tedesco non pienamente comprensibile, ha provato a inscenare il gioco del cambio banconota», spiega Zuber.

Un classico, che però da Merano non si vedeva da diverso tempo. Questa modalità di furto che i negozianti conoscono bene, si materializza quando, con la richiesta di cambiare i 50 euro, disturbato da complici o in questo caso da discorsi vari, il commerciante si dimentica di avere già ridato la banconota di grosso taglio al cliente che nel frattempo ha intascato il cambio in tagli più piccoli, pagando il suo acquisto con pochi spiccioli.

«Per fortuna non mi sono fatta distrarre, lo devo al fatto che mio padre mi ha insegnato come comportarmi in queste situazioni, quindi, ho invitato questa persona ad allontanarsi velocemente dal mio negozio e non farsi più vedere», chiosa Zuber.

Andato male il colpo dall’ex candidata sindaca, la donna non si è persa d’animo, riprovandoci a poche decine di metri, in un altro negozio. In questo caso, forse complice il fatto che in quel momento nell’esercizio commerciale ci fossero solo poche persone, la cassiera si è accorta che qualcosa non stava andando per il verso giusto e così ha chiamato il responsabile del punto vendita. Il quale, per tutta risposta, ha chiesto alla donna di restituire immediatamente la banconota sottratta, dato che le telecamere avevano ripreso la truffa, questa volta andata in porto.

«Il problema è che, visto il mercato del lavoro in questi mesi, esercizi commerciali come il nostro cambiano spesso personale, e quando arrivano collaboratori inesperti, per questi furbi è facile riuscire a piazzare il colpo. Sarebbe una buona idea se le associazioni di categoria organizzassero dei corsi specifici per spiegare ai nostri collaboratori quali sono le strategie con le quali i ladri cercano di truffarci, così da essere sempre più preparati a tutto e non doverci solamente arrabbiare di fronte alle immagini delle telecamere, quando però il ladro se ne è già andato chissà dove con la refurtiva o i soldi sottratti», racconta amaro il responsabile del punto vendita visitato dalla truffatrice.