Merano WineFestival: dal liquore venduto a Obama al pasticciere stregato dalla Ritz
Zanotto: «Al presidente americano siamo arrivati grazie al suo chef italiano, ma su input di Raspelli»
MERANO. Dal liquore di Obama al pasticciere vicentino innamorato della scuola alberghiera Ritz di Merano. Il Merano WineFestival è anche un concentrato di storie. Storie di aziende familiari gestite con passione e spesso tanta fatica. In un mondo dell'enogastronomia dove tutto cambia rapidamente, e dove piccole realtà familiari devono competere con i colossi del settore, c'è chi, passo dopo passo, con i suoi prodotti è perfino riuscito a varcare i cancelli della Casa Bianca.
È il caso di Gianmaria Zanotto e la sua azienda Gambrinus, nel trevigiano. «L'azienda di famiglia nasce nel 1847 per un errore, ovvero come tentativo di continuare la tradizione del vino Raboso che in quel periodo aveva dei problemi con le rifermentazioni. Mancava la conoscenza, all'epoca. A quel vino hanno aggiunto 22 ingredienti e della grappa. È uscito il liquore Elisir Gambrinus: ricetta poi modificata nei decenni successivi», le parole dell'erede di famiglia. Complesso il procedimento che porta alla realizzazione di questo nettare: una vendemmia macerata a lungo per poi rimanere a dimora ben 36 mesi nel rovere, quindi, la filtrazione e l'immissione in commercio. Fortunata, verrebbe da dire, visto il cliente illustre che nel 2008 bussò alla porta di Zanotto.
«Al presidente Barak Obama ci siamo arrivati grazie al suo chef italiano, ma su suggerimento del critico enogastronomico Edoardo Raspelli che aveva indicato al futuro presidente alcuni prodotti, durante le primarie democratiche vinte contro Hilary Clinton. Da quel momento è nata una collaborazione con Obama a cui abbiamo inviato circa 3000 bottiglie per eventi che organizzava», spiega l'imprenditore di San Polo di Piave. È un amico della città di Merano, invece, Dario Loison, titolare della omonima azienda vicentina a Costabissara che da cinque anni collabora con la Scuola Alberghiera Ritz, tanto da avere assunto uno dei suoi allievi.
«Lavoriamo moltissimo con le scuole del territorio, ma anche con la Ritz che aiutiamo nella formazione, ospitando i suoi allievi in azienda. Abbiamo appena assunto un ragazzo della Ritz, trovandogli un appartamento, insomma, al fine di metterlo nelle condizioni ideali per poter lavorare bene», spiega Loison che continua: «Dobbiamo appassionare i ragazzi, e puntare sulla loro formazione. Così, si fa il futuro», le parole dell'imprenditore vicentino che sottolinea la necessità di mettere i ragazzi nelle condizioni ideali per esprimere il loro meglio. Anche questa è la storia d'una azienda familiare che nel passato ha faticato, e che si è dovuta reinventare. Spiega il titolare: «Mio nonno faceva solo pane, il cui prezzo era fisso e quindi non portava troppa marginalità. Poi, nell'immediato dopoguerra ha iniziato con qualche dolce, fino al 1969 dove ci siamo specializzati. Dai bar ai piccoli ristoranti, con la mia gestione siamo sbarcati all'estero. Oggi, il 65% della produzione va all'estero con mete quali Francia, Canada, Giappone, Singapore e Cina», anche grazie agli allievi della Ritz, chiude Loison.