Scintille sullo Statuto della Consulta anziani 

Terza età. Il documento al voto del consiglio comunale attira critiche dall’opposizione Duschek: «Perché la nomina dei membri anziché elezioni?». Schir: «Organismo depotenziato» 

di Simone Facchini

Merano. È pronto per approdare al voto in consiglio comunale, ma è già discusso. Nella prossima seduta (convocata per domani) l’aula si troverà davanti la proposta di statuto della consulta anziani che ne è ancora priva a cinque anni dall’alba dell’organismo. Un atto che dovrebbe vitaminizzare l’organismo. «E invece è quasi una fotocopia del già esistente regolamento. Dunque è ridondante. E soprattutto la consulta non è eletta, ma nominata»: l’accusa viene mossa dal consigliere Kurt Duschek e dalla presidente del consiglio municipale, Francesca Schir, tutt’e appartenenti al gruppo misto dopo la fuoriuscita, in tempi e per ragioni diverse, rispettivamente dai Verdi e dal Movimento 5 stelle.

Rappresentatività.

«Poteva e doveva essere un momento di svolta per l’organismo, invece se approvata in questa forma è un’occasione persa». Duschek rievoca gli albori della consulta, «quando le pressioni indussero l’allora assessore Luis Gurschler a creare l’organismo. Ed era già pronta una bozza di statuto, al quale l’assessore preferì un regolamento». Approvato nel 2014 dal consesso civico. «La questione fondamentale è la rappresentatività. Perché, mi chiedo, la consulta per l’integrazione e l’immigrazione viene eletta dagli stranieri, quella dei giovani dai ragazzi, mentre gli anziani non scegliere chi deve rappresentarli?». Sulla stessa lunghezza d’onda Schir: «La consulta, membri sindacali a parte (2 su 15), pare essere un’emanazione della giunta». Ricordando che il presidente è da regola il sindaco o un suo delegato (al momento l’assessore al sociale Stefan Frötscher), dunque non votato dai componenti dell’organismo. Secondo lo statuto, che ricalca in sostanza il regolamento, dieci membri saranno scelti dall’esecutivo fra una rosa di nomi presentati dalle associazioni e cooperative operanti nel settore della terza età sul territorio meranese, due rappresentanti verranno designati dalle organizzazioni sindacali e altrettanti saranno esperti nominati dalla giunta.

Il ruolo del presidente.

«L’elaborazione dello statuto genera ridondanze e confusione rispetto al preesistente regolamento», aggiunge Schir che snocciola altre considerazioni fra le quali l’accentramento dei poteri nelle mani del presidente (detta le convocazioni e decide l’ordine del giorno, per esempio, con il rischio di accantonamento per temi non graditi), e un sostanziale depotenziamento del ruolo della consulta. Rilievi che serpeggiano anche fra alcuni dei membri dell’organismo.