Merano

“Sos garage”, il comitato chiede 2,7 milioni per risarcimenti 

Sollecitato l’accantonamento della somma per eventuali danni alle strutture che sorgono sopra monte Benedetto e alle relative attività turistiche. «Già evidenti gli effetti derivanti dai lavori per il tunnel»



MERANO. Chiedono di accantonare 2,7 milioni di euro per eventuali risarcimenti. E di vederci chiaro sulla destinazione dei materiali residui dello scavo per realizzare il parcheggio nella pancia di monte Benedetto. Il comitato “Sos garage in caverna” ieri ha precisato richieste e domande.

«I lavori di costruzione del tunnel della variante ovest di Merano, accompagnati per mesi da brillamenti, perforazioni e dal rombo dei martelli pneumatici anche nel cuore della notte e senza preavvisi, ha travolto come uno tsunami i residenti e le imprese turistiche di Monte Benedetto/Küchelberg e dintorni. Prossimamente (la data prevista del 22 luglio è nel frattempo slittata, ndr) inizieranno i lavori di costruzione del garage in caverna, con cantieri in attività 24 ore su 24 per sei giorni alla settimana».

Allarmato e perplesso di fronte «alle scarse informazioni condivise a tal riguardo con la cittadinanza dalle autorità competenti» (benché il sindaco Dal Medico abbia teso la mano dicendosi disposto a mediare), il comitato dei cittadini e residenti “Sos garage in Caverna” vuole scuotere l’opinione pubblica «circa i danni causati alla popolazione e alle attività». Secondo il comitato, è il caso di mettere in discussione le modalità di costruzione e anche l’ubicazione del garage.

Il progetto viene messo in dubbio attraverso una serie di rimostranze. «Vi è una totale mancanza di informazione nei confronti dei residenti e delle attività di Monte Benedetto, del centro storico e dei Portici di Merano; riteniamo che la cittadinanza dovesse essere coinvolta prima di affrontare un progetto di tale portata e dal pesante impatto ambientale».

Per il comitato, inoltre, «si tratta di un’opera che rispecchia una mentalità vecchia di 40 anni: il progetto va contro le tendenze odierne; le amministrazioni comunali visionarie cercano di limitare l’afflusso turistico nelle proprie città (ad esempio la città di Venezia), mentre Merano punta ad attirare più turisti nel centro storico e nelle vie adiacenti, già adesso vicine al collasso; in altre parole, questo progetto incrementa il turismo di massa».

I lavori, sempre secondo i responsabili del comitato, metterebbero a repentaglio la sicurezza dei cittadini e dei residenti: «Lo scavo di Monte Bendetto arriva fino a 20/30 metri sotto alcune case centenarie. Esiste il rischio di crollo, di frane e di cedimenti dovuto alle continue esplosioni giornaliere, che equivalgono a piccole scosse di terremoto, anche se di bassa intensità, e minacciano di protrarsi per due anni; la passeggiata Tappeiner ha già accusato un cedimento presso salita Silvana (zona toilette pubblica, presso il Caffè Schlehdorf), che dimostra la fragilità della passeggiata che è un gioiello della città».

Il comitato rimarca anche il riscontro di crepe nella statua di Franz Tappeiner sulla “sua” passeggiata, nonché crepe e fessure importanti sul muro di pietra della scalinata “Tirolersteig” dietro il Duomo e nelle case su Monte Benedetto, «dovute alle esplosioni dei lavori del tunnel e delle uscite di emergenza».

Altro aspetto è quello della salute pubblica: «Il continuo superamento dei limiti stabiliti per l’inquinamento acustico provoca danni alla salute psichica e mentale dei residenti e lede il loro diritto al riposo notturno – continua la nota - e l’emissione di polveri sottili che rappresenta un’ulteriore fonte di rischio. Sarebbe infatti, previsto l’accumulo di detriti degli scavi nel vigneto dietro al Duomo».

Su questo i responsabili del comitato si riservano ulteriori indagini, che insistono affermando che «nello studio sull’impatto ambientale presentato dallo Studio GMK il 27 dicembre 2021 non c’è cenno al danno acustico per l’ambiente, per la popolazione residente o per le attività turistiche di Monte Benedetto, sebbene già da settembre del 2021 tutte le istituzioni, i Comuni, la Provincia e la ditta di costruzioni fossero a conoscenza dei gravi problemi acustici nelle case costruite sulle rocce, causati dalla costruzione del tunnel; alla voce “inquinamento e disturbi ambientali” lo studio afferma addirittura che “l’opera non produce né inquinamento né disturbi particolari”. E anche nel capitolo “Rischi per la salute umana”, il problema del massiccio inquinamento acustico nelle case della zona di Monte Benedetto, Portici e centro storico viene ignorato».

Di sfondo, il tema della mobilità. Con riferimento al Put dell’ingegner Ciurnelli, che mette in dubbio l’impatto sulla riduzione del traffico con la realizzazione di tunnel e garage. «Volendo guardare al futuro delle città europee, ci si chiede se effettivamente siamo di fronte a un progetto di pubblico interesse e di pubblica utilità per questa e per le future generazioni, e se il garage in caverna sarà redditizio per il Comune anche tra 50 anni» affermano i promotori del comitato.

«Il progetto provoca danni alle imprese turistiche: ad oggi, non esiste nessun piano, nessuno studio e nessun tipo di dialogo con gli operatori turistici circa eventuali risarcimenti dei danni economici dovuti alla mancanza di guadagno per chi si è visto costretto a chiudere temporaneamente la propria attività a causa dei rumori, non compatibili con una destinazione turistica come Merano; tanto meno è previsto un risarcimento per i danni alla salute subiti dai residenti».

Da qui, il comitato “Sos garage in caverna” snocciola una serie di richieste. Tra le quali uno studio o di tecnici ed esperti indipendenti che verifichi l’impatto delle emissioni di rumori durante l’esecuzione dei lavori, e un altro studio che chiarisca l’impatto ambientale delle esplosioni giornaliere e delle vibrazioni su Monte Benedetto. Un piano di messa in sicurezza della passeggiata Tappeiner, delle case centenarie e del Duomo. Uno studio indipendente e approfondito che valuti il rischio frane e cedimenti su Monte Benedetto durante l’esecuzione dei lavori.

Non ultima, «la pubblicazione del contratto PPP (partnership pubblico-privato) firmato tra la pubblica amministrazione e la società privata responsabile del cantiere: il Comune afferma che i contratti devono essere rispettati, pertanto i cittadini hanno il diritto di prendere visione del documento. I contratti vanno rispettati soltanto se sia dimostrato oltre ad ogni ragionevole dubbio che quest’opera non comporta nessun rischio ai cittadini e residenti. Tutti questi studi devono essere presentati, discussi e condivisi con i cittadini e qualora i risultati non fossero soddisfacenti sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza dei cittadini e dei residenti, chiediamo un progetto alternativo».

















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