Trasporti

«Noi autisti di bus, alle prese con aggressioni e cantieri»

Le giornate complicate di chi lavora sulle tratte urbane ed extraurbane: «Ma questo mestiere ci piace». I problemi con i viaggiatori: «C’è chi si rifiuta di fare il biglietto, chi ci insulta o rifiuta di mettere la museruola al cane»


Ermanno Amedei


BOLZANO. Lavori che stanno diventando sempre più complicati. La maleducazione dell'utenza in genere e la pretesa di viaggiare senza biglietto, o con un cane senza museruola, sono i principali problemi degli autisti dei mezzi pubblici.

Le testimonianze dei conducenti degli autobus, sia quelli della linea urbana bolzanina, che quelli delle linee extraurbane, disegnano spaccati diversi di un mestiere complesso, quello dell'autista, che deve guidare in sicurezza il mezzo, ma deve anche saper gestire un'utenza variegata come quella altoatesina. «Sono otto anni che vivo in Alto Adige - racconta Giovanni Di Falco siciliano di origine, che copre la linea extraurbana- Ho lavorato a Milano e Bergamo e prima anche in Sicilia. Qui si vive e si lavora bene. L'azienda ti sostiene nelle esigenze e non ti fa mancare nulla. Ma tra gli utenti si trovano persone che non appena hanno qualcosa da ridire, si sfogano con insulti razzisti, soprattutto quando capiscono la provenienza meridionale. Basta però non dargli retta e il problema si risolve». Alcuni giorni fa «ho dovuto minacciare di chiamare i carabinieri, perché un signore non aveva soldi sulla carta ricaricabile. Gli ho detto di fare il biglietto e ha iniziato ad insultarmi».

Va detto che gli autisti delle linee extraurbane, a differenza di quelli che operano sulle linee urbane, hanno anche il compito di controllare che l'utenza abbia il titolo di viaggio. «Abbiamo l'ordine tassativo che senza biglietto dobbiamo chiamare le forze dell'ordine. Alla fine una passeggera si è offerta di pagare la corsa all'uomo e siamo ripartiti». Poi ci sono, prosegue, «casi di ragazzi stranieri, i quali partono dall'idea che non devono pagare il biglietto. Devi insistere perché lo facciano, ma poi pagano».

Pietro, invece è di origini calabresi e lavora in Alto Adige da dieci anni: «Dal Covid la gente è diventata più maleducata. I litigi maggiori sono per i cani. Abbiamo l'obbligo di farli salire soltanto con la museruola ma i loro padroni continuano a sostenere che il loro animale è buono, che non servono precauzioni e partono con gli insulti. A quel punto devi decidere se sottostare alla maleducazione o fermare la corsa e chiamare le forze dell'ordine. Poi il controllo dei biglietti, a luglio e agosto, con i turisti, è un vero delirio».

Ovidio, invece, prima di arrivare qualche mese fa Bolzano, ha lavorato a Milano, «dove le aggressioni erano all'ordine del giorno. Qui tra le cose che mi sono capitate, le minacce di un utente che, dopo aver pagato il biglietto, pretendeva che lo portassi in un posto che non era sul percorso stabilito. Gli ho dovuto spiegare che un autobus non è un taxi: mi ha minacciato di spaccarmi la faccia. Quando ha capito che stavo chiamando i carabinieri si è rabbonito».

Il segreto sta, secondo Fatos Pulec, «nel mantenere la calma e non rispondere alle provocazioni. Sono figlio di autista e mi piace fare questo lavoro. Sono in Alto Adige dal 2019 e mi trovo benissimo anche se le pretese assurde e il mancato rispetto delle regole sono motivo quotidiano di litigio». Tanti non vogliono pagare il biglietto «oppure vorrebbero salire con la bicicletta quando non si può. Altri ancora pretendono di portare il cane senza museruola. Altre volte trovi gruppi numerosi di mamme che pretendono di salire, tutte insieme con carrozzine e passeggini, quando non ne possono salire più di due a mezzo».

Hamam Yahia, lavora sulle linee urbane ed è la prima esperienza da autista. Il suo vero problema sono «i troppi cantieri aperti nello stesso momento. Rallentano la circolazione e gli orari che dobbiamo rispettare non ne tengono conto». Anche Morsad Rahman guida un pullman sulla tratta urbana e sostiene che di notte si concentrano i maggiori problemi con i ragazzi: «Qualche settimana fa, i controllori hanno sorpreso a fumare tre ragazzi saliti alla fine di Via Druso. Dopo una lite con i controllori sono scesi in centro e hanno cominciato a colpire il mezzo».













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