Il processo

Per i giudici Gruber era consapevole che rischiava di uccidere la compagna Ingrid Gröber

Omicidio di Merano, le motivazioni della Corte d'assise alla base della condanna a 10 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale



BOLZANO. Ingrid Gröber, la cameriera di 39 anni trovata in fin di vita davanti all'ingresso di casa del compagno, Alexander Gruber, 56 anni, custode della scuola alberghiera Kaiserhof di Merano, la notte tra il 18 e il 19 febbraio 2023, è morta a causa di "una pluralità di fenomeni concorrenti": le patologie pregresse, l'intossicazione alcolica acuta, l'esposizione al freddo e le lesioni inferte dall'uomo. 

Nessuna, presa singolarmente, sarebbe stata sufficiente a ucciderla, ma il compagno era consapevole che, picchiandola, rischiava di ucciderla. 

È questo il cuore delle motivazioni con cui, il 7 febbraio, la Corte d'assise di Bolzano ha condannato Gruber a 10 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale (con il rito abbreviato). I giudici contestano a Gruber l'aggravante della relazione affettiva, della recidiva e della minorata difesa perché l'aggressione è avvenuta "in un luogo appartato", e perché l'imputato era consapevole "dello stato di alterazione psicofisica della vittima", ed "è altresì plausibile» che fosse a conoscenza delle patologie" di cui soffriva.













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