Per le vecchie scuole Pascoli i tempi si allungano: saranno abbattute a primavera
L’apertura del cantiere per la demolizione della fatiscente struttura slitta ancora. Del nuovo Polo bibliotecario s’era cominciato a parlare nel lontano 2004
BOLZANO. Ad aprile erano comparse le ruspe davanti alle vecchie Pascoli. Primo pensiero: è l'inizio della demolizione. Poi nulla. A settembre, invece, sono apparsi i topi. Segno che il degrado dentro e fuori non stava lasciando via Longon. Dunque? Adesso lo scenario è che l'abbattimento non avverrà se non nella prossima primavera. Le conferme arrivano anche dal Comune, visto che pure il municipio ha le sue gatte data la necessità, allora, di spostare i posti auto e, nel mentre, di avviare a sua volta gli scavi in piazza Vittoria per il garage interrato.
Unico varco in questa vicenda che si trascina da decenni - come progetto - ma almeno da due anni dopo che era stato promesso l'avvio a breve del cantiere per finalmente costruire il Polo bibliotecario, è che “entro l'anno dovrebbe essere messa in sicurezza l'area”. Fonte uffici tecnici. Questa operazione è la premessa dell'apertura del possibile cantiere ma c'è di mezzo l'inverno e d'inverno non si lavora a questi vasti interventi, spiegano le ditte. Dunque i conti tornano: i lavori effettivi non vedranno la luce che in primavera. Il che significa una dilazione di almeno un anno e mezzo rispetto alle prospettive che si erano dischiuse a suo tempo e anche alla vista dei primi mezzi di cantiere apparsi la primavera scorsa.
Certo, il progetto non è stato fermo. Prima l'addizione costituita dal museo delle autonomie che ha costretto ad una revisione non solo formale dell'intera struttura, poi la necessità di disegnare il progetto esecutivo che, nel mentre, restava nei cassetti. Ancora prima, il calcolo preciso dei costi, visto che dal Covid in poi, si era registrata una impennata nei prezzi sul mercato dei materiali edili e le aziende che si erano aggiudicate il bando hanno chiesto una nuova visura.
Resta il fatto che, anche da quando è stato immesso nel volume delle ex Pascoli anche il museo autonomistico, i mesi di attesa sono stati molti. E si vanno a sommare agli anni in cui il Polo pareva alle viste, per poi invece essere rispedito al mittente e ricalendarizzato. Perché per chiarire il senso compiuto di questa "fabbrica del duomo", serve semplicemente guardare i dati: al netto della nascita dell'idea, che data alcuni anni prima, il concorso di progettazione per il nuovo Polo bibliotecario, dunque l'atto amministrativo specifico, data anno Domini 2004. Non ci vuol molto per mettere insieme gli anni. E dunque si sono superati i venti di attesa. Una generazione piena. I bolzanini che hanno visto i suoi primi passi da bambini, ora tengono famiglia.
Probabilmente nessuna opera pubblica altoatesina ha questo percorso accidentato e senza fine. Forse solo la tangenziale. Con la differenza che quest'ultima era già definita con la variante Ss12, "regnante" l'assessore Tommasini, prima di venire affossata inseguendo il sogno poi svanito della A22 in galleria. Dunque il Polo ha battuto il record.