il caso

Pesticidi, Schuler al contrattacco: «Le accuse non corrispondono al vero»

L'assessore all'agricoltura della Provincia di Bolzano commenta le notizie pubblicate dalla stampa tedesca. In Val Venosta il 90% degli insetticidi è certificato come biologico e anche il 70% dei fungicidi



BOLZANO. "Era prevedibile che sarebbe emerso qualcosa sulla base dei dati del 2017. Era stato concordato che avremmo discusso questi dati pubblicamente con l'Umweltinstitut, ma, purtroppo, non hanno rispettato l'impegno". Lo ha dichiarato all'Ansa l'assessore all'agricoltura della Provincia di Bolzano, Arnold Schuler, commentando le notizie pubblicate dalla stampa tedesca sull'uso di pesticidi nella frutticoltura altoatesina.

"Questi articoli e le notizie che si sono susseguite in Germania sono certamente sorprendenti per la loro portata. Ancora una volta, all'agricoltura non viene data la possibilità di presentare le proprie argomentazioni - ha aggiunto Schuler - Ancora una volta, si dà l'impressione che non rispettiamo le regole e utilizziamo quantità eccessive di prodotti fitosanitari".

"Questo non corrisponde al vero - ribadisce l'assessore - e posso confermarlo anche come agricoltore. Ho seguito la situazione e so quali progressi ha fatto l'industria frutticola altoatesina, che in oltre 40 anni di produzione integrata ha usato con attenzione i pesticidi ed ha cercato alternative. Nei frutteti non guardiamo solo a quanti parassiti ci sono, ma soprattutto a quanti insetti benefici ci sono e li favoriamo per ridurre al minimo l'uso di pesticidi".

"Continuiamo a leggere che in Alto Adige si utilizzano grandi quantità di prodotti fitosanitari per ettaro - prosegue Schuler - ma questo è un tipico esempio di come si può comunicare per mettere in cattiva luce l'industria frutticola altoatesina. La quantità è relativa, perché ciò che conta è quali prodotti vengono utilizzati. Paradossalmente, la conversione all'agricoltura biologica comporta anche un aumento del numero di pesticidi utilizzati, ma nessuno potrà affermare che il biologico sia peggiore".

"In Val Venosta, i registri mostrano chiaramente che degli insetticidi utilizzati, il 90% è certificato come biologico e per i fungicidi è il 70%. Pertanto, una simile rappresentazione è un danno per gli agricoltori che lavorano duramente, al meglio delle loro conoscenze e che non meritano una simile rappresentazione", ha concluso Schuler.

















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