Il report

Provincia, un problema di genere: poche dirigenti donne

Ai vertici presenza femminile in crescita ma non ancora paritaria (38 per cento). I punti critici: lavoro part time caratterizzato per genere Conciliazione vita lavorativa e familiare con ricadute sui ruoli e la retribuzione. Il fenomeno del soffitto di cristallo


Maddalena Ansaloni


BOLZANO. La Provincia è la più grande datrice di lavoro delle donne in Alto Adige, che rappresentano il 70% dei 12.388 impiegati nell'amministrazione pubblica. Ma dietro questo dato rassicurante c'è la fotografia di un divario di genere ancora difficile da debellare, legato al soffitto di cristallo e al peso del lavoro di cura, ancora sulle spalle delle donne. La maggioranza delle dipendenti ha un contratto part time: il 57,9% delle donne, a fronte del 17,5% degli uomini. «Un ostacolo per la carriera e una delle cause principali del gender pay gap», così la consigliera di parità Brigitte Hofer.

La presenza di donne nei ruoli dirigenziali è in crescita, ma ancora lontana dalla parità. A ciò si unisce una persistente asimmetria nei congedi di maternità e paternità con il 69,2% di congedi parentali e il 96,8% di aspettative per il personale con figli richiesti da donne.Sono alcuni dei numeri raccolti dall'analisi dell'ufficio Organizzazione/Controlling, con la dottoressa Silvia Vogliotti, presentata ieri da Brigitte Hofer. Dati che, come ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher, «possono contribuire a sviluppare l'amministrazione provinciale dell'Alto Adige come un luogo di lavoro attraente e moderno».

Il documento evidenzia le tendenze strutturali e fornisce indicazioni di pari opportunità, anche di carriera, e modelli di lavoro attuali. Sulla base di questo la consigliera di parità ha redatto un piano di intervento. Migliorare la conoscenza e la diffusione degli strumenti di flessibilità già previsti (smart working, banca ore, orario flessibile); Ampliare gli spazi di coworking per i pendolari; monitorare l'effetto del part-time sulla carriera: queste alcune delle proposte presenti nel piano.«È importante promuovere la flessibilità anche al maschile, incoraggiando le persone con figli piccoli a farne uso per condividere la cura familiare», ha sottolineato l'assessora al personale Magdalena Amhof, «Purtroppo c'è ancora scetticismo tra alcuni dirigenti, ma siamo nella direzione giusta».«Quando si vogliono intraprendere nuove vie le resistenze ci sono - ha aggiunto il direttore generale Alexander Steiner - è importante non fermarsi». Il soffitto di cristallo «Dal 2022 con la nuova legge sulla dirigenza, c'è una divisione su due livelli: la seconda fascia, degli uffici, ha una quota femminile più alta (40%).

La stessa è più bassa nella prima fascia, quella più remunerativa, ovvero la dirigenza delle ripartizioni (il 27%). Ciò dimostra che nonostante la crescita della presenza femminile nella dirigenza provinciale sia in costante e significativa crescita (dal 16% del 2000 al 38% del 2024), le donne sono soprattutto a capo di uffici con pesature inferiori.

«Teniamo conto che le dipendenti sono la maggioranza, quindi la vera parità, a livello teorico, si otterrebbe se ci fosse il 70% delle donne dirigenti, abbastanza superiore all'attuale media di 38», così Silvia Vogliotti. L'analisiIl part time maschile è ancora per pochi: sono 634 gli uomini all'interno dell'amministrazione provinciale a fronte di oltre 5mila donne. Molte donne impiegate in Provincia sono nell'ambito del settore della formazione». La presenza di personale femminile è prioritaria, se non assoluta, nei profili professionali di addetti alla pulizie, insegnanti di scuola dell'infanzia, assistenti di segreteria. Mentre c'è predominanza degli uomini nei profili tecnici. «Dati che ci mostrano una forte targettizzazione di genere nei profili professionali - così Vogliotti - Conseguenza anche delle scelte scolastiche, formative e professionali. In una segregazione, per alcuni ambiti, anche piuttosto elevata». La media dell'età dei dipendenti è di 48 anni: una curva che negli ultimi 25 anni è cresciuta in maniera costante, con un appiattimento negli ultimi cinque anni. «Per fortuna c'è stata possibilità di assumere. Ma più del 50% delle persone che lavorano in Provincia ha più di 50 anni. Nei prossimi anni ci sarà un'elevata quota di persone che usciranno e andranno in pensione. Soprattutto donne di basse qualifiche professionali, figlie delle generazione dei baby boomers».Le proposte Contro il soffitto di cristallo dei ruoli dirigenziali, il piano della consigliera tra i vari punti prevede di analizzare i criteri di selezione. «Per verificare che siano neutri rispetto al genere», così Hofer. Per la cura dei figli, il piano ribadisce l'importanza di rivolgersi ai padri: «in molti ancora non conoscono i propri diritti», sottolinea la consigliera. E l'importanza di rafforzare la presenza dei posti negli asili e più in generale nei servizi di sostegno all'infanzia.

«La parità di genere è un processo continuo - ha sottolineato Ulrike Oberhammer, presidente del consiglio provinciale per le pari opportunità - Uno strumento importante è anche il piano d'azione per la parità di genere». «Promozione delle donne in posizioni dirigenziali, la parità di retribuzione e la creazione di condizioni che facilitino la conciliazione tra lavoro e famiglia sono temi devono rimanere al centro dell'attenzione», ha aggiunto la segretaria questora del consiglio provinciale Maria Elisabeth Rieder.













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