Passo Monte Croce, ambientalisti contrari al progetto: «Lo sci è energivoro»

Il pre-parere positivo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio al progetto di impianti sciistici non cambia la posizione di Italia Nostra, Lipu e Mountain Wilderness


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VENEZIA. Dopo il pre-parere positivo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Veneto al progetto del collegamento sciistico tra Padola e il passo di Monte Croce Comelico, a ridosso del comune di Sesto Pusteria, gli ambientalisti tornano alla carica: «Rimane altamente impattante sull'ambiente per diversi motivi», spiegano in una nota le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness.

Pur apprezzando l'inserimento di aspetti culturali, «che valorizzano i luoghi da un punto di vista storico» le associazioni ricordano che il collegamento «è ben lungi dall'essere approvato; infatti sarà oggetto di una procedura di valutazione che si articola in diversi passaggi, tra cui la Valutazione di Impatto Ambientale e quella di Incidenza, il parere definitivo della Soprintendenza e l'approvazione da parte del Comune. Inoltre - precisano - inciderà sulla valutazione l'esito del monitoraggio degli habitat e delle specie minacciate dall'intervento, della durata minima di tre anni, prescritto nel parere motivato di Vas della Regione Veneto», oltre al ricorso ancora pendente davanti al giudice amministrativo.

Le associazioni rimarcano quindi la loro contrarietà al progetto «anche perché è in totale contrasto con la lotta ai cambiamenti climatici. Infatti l'industria dello sci è energivora, soprattutto a bassa quota, al di là di tutte le mitigazioni che si possono implementare. Lo dimostra anche la recente richiesta di Anef. Il nostro appello alle Comunità locali e alle Amministrazioni - concludono Italia Nostra, Lipu e Mountain Wilderness - è di ripensare a questo progetto nella responsabilità verso il nostro pianeta e verso le generazioni future». 













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