val gardena

«Ripristinare entro il 10 ottobre il tracciato alla Città dei Sassi» 

Intervento del Comune di Selva. Gli ambientalisti avevano segnalato «lavori difformi rispetto al progetto autorizzato» per una pista di sci. Ora è stato chiesto di tornare alla situazione originaria oppure «di elaborare un progetto in sanatoria»


Ezio Danieli


SELVA VAL GARDENA. La società Piz de Sella spa, entro il prossimo 10 ottobre, dovrà provvedere al ripristino della Città dei Sassi “oppure elaborare un progetto in sanatoria” dopo gli interventi per la pista da sci che attraversa il Monumento naturale sotto il Sassolungo. È il Comune di Selva a intervenire rispondendo in questo modo alla segnalazione che era arrivata da cittadini e da associazioni alpiniste e di protezione ambientale, Avs, Cai Sezione di Bolzano, Cai Alto Adige, Dachverband, Heimatpflegeverband, Mountain Wilderness e Nosc Cunfin.

“Alla Città dei Sassi al passo Sella è stato allargato il sentiero per far passare in inverno i gatti delle nevi al servizio delle piste di sci vicine”. Così suonava l’allarme lanciato dagli ambientalisti di Nosc Cunfin. I lavori avevano riguardato sbancamenti e asportazione di massi e, secondo le associazioni ambientaliste, erano stati eseguiti in parte “su un terreno del Cai di Bolzano che non ha mai autorizzato questo intervento”.

“Il progetto approvato anche dalla Provincia – proseguiva il comunicato degli ambientalisti - prevedeva l’allargamento di circa mezzo metro in due soli tratti, lunghi complessivamente 48 metri su terreno di proprietà della stessa Società. I lavori realizzati hanno interessato un tratto lungo complessivamente 255 metri e 14 punti differenti, anche su terreni di privati che non sono stati interpellati. Sono stati demoliti parzialmente e rimossi massi che caratterizzano questo patrimonio naturale, asportate zolle erbose e movimentato materiale”. “Il tracciato - si diceva ancora nel comunicato - che prima si adattava al paesaggio e alla presenza dei sassi e delle piante, lambendoli, ora è stato allargato e raddrizzato”.

Parlando di “deturpamento”, i gruppi ambientalisti avevano presentato “un esposto al Comune di Selva, all’Ufficio pianificazione paesaggistica della Provincia, all’Ispettorato forestale di Bressanone, alla Procura della Repubblica di Bolzano e ai Carabinieri di Selva”, descrivendo “con una foto documentazione dettagliata le difformità dei lavori rispetto al progetto autorizzato”.

Il Comune di Selva è intervenuto organizzando un sopralluogo, al termine del quale ha appunto disposto il ripristino o, in alternativa, la presentazione di un progetto in sanatoria, spiegando di esser pronto a firmare “un’ordinanza di immediato ripristino della situazione originaria”.

“Nella nostra provincia si sta assistendo a un’aggressione alla montagna sempre più marcata – avevano osservato nella loro segnalazione i gruppi ambientalisti - Si sta portando l’equilibrio fra uomo e natura a una rottura: la monocoltura dello sci, il turismo di massa, il traffico veicolare sempre più intenso in ambienti delicati di alta montagna, il consumo di suolo sono manifestazioni emblematiche di una cultura completamente sbilanciata, che propone lo sfruttamento del territorio senza limiti”.

L’obiettivo che si proponevano e si propongono gli ambientalisti “è quello di iniziare un dialogo per costruire una consapevolezza di questo problema ed avviare il cambiamento verso la ricostruzione di un rapporto più equilibrato fra l’uomo, le sue attività e la natura”.

 













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