Sesto e Monguelfo in ansia: «Ma non sarà ancora lockdown» 

Dopo i focolai Covid e i primi divieti. Oberstaller (Monguelfo) ha chiuso le scuole: «Serve un quadro più chiaro» Summerer (Sesto) è stato fra i contagiati: «Cerchiamo di trovare l’equilibrio fra sicurezza ed esigenze della comunità»

di Fausto Da Deppo

Val pusteria. A Monguelfo e a Sesto l’allarme Covid con i contagi registrati fra la popolazione ha portato alla chiusura dei bar, alla limitazione degli orari serali per i ristoranti e alla cancellazione di eventi e manifestazioni. Fino al 31 ottobre. L’ha scritto giovedì in un’ordinanza il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Un’ulteriore ordinanza del sindaco Dominik Oberstaller ha decretato a Monguelfo e Tesido la “chiusura immediata”, fino a revoca e fino alla disponibilità dei risultati dei test in programma, di asili nido, elementari e scuola media.

“In ogni casa – ha riferito il sindaco - da oggi (ieri, ndr) gli addetti del Comune distribuiscono informazioni sulla situazione e indicazioni su come comportarsi e quali norme seguire per un’adeguata prevenzione dei rischi Covid. Lunedì cominceranno i test rapidi su tutta la popolazione (luogo e orari nel pezzo accanto, ndr)”. I contagiati in paese sono una trentina: si tratta di persone che hanno frequentato due feste di matrimonio, una delle quali organizzata ad Anterselva lo scorso fine settimana.

“Intanto – ha aggiunto Oberstaller – ho firmato l’ordinanza che stabilisce la chiusura di tutte le scuole locali: penso e spero che in una settimana potremo avere un quadro più preciso della situazione nel Comune e anche la chiusura delle scuole serve per definire questo quadro”. Oberstaller è preoccupato, ma di fronte ai timori “prevale – ha detto ancora ieri – la convinzione, la certezza che abbiamo agito in modo tempestivo e siamo intervenuti, credo, al momento giusto per evitare che la situazione potesse peggiorare e per permetterci di affrontare l’emergenza nel migliore dei modi. Poi, certo, la preoccupazione c’è, ma io preferisco concentrarmi sul ritorno alla normalità, il prima possibile”.

E così la vedono a Monguelfo Tesido i cittadini che hanno incontrato il sindaco, la gente del paese con cui Oberstaller ieri si è guardato negli occhi: “Non si può prendere alla leggera quel che succede e a Monguelfo Tesido c’è chi è in ansia, ma la maggior parte delle persone guardano avanti, sono convinte che è necessario guardare avanti”.

In primavera, il lungo lockdown è stato vissuto con attesa e pazienza dall’allora consigliere comunale Oberstaller: “Il lockdown è stata una prova dura, anche se nei piccoli comuni come il nostro ci sono spazi e giardini e verde che hanno aiutato nelle giornate a casa, spazi che in città in molti casi mancano. Comunque la chiusura delle attività, lo stare in casa è duro, ma io non voglio pensare che saremo di nuovo costretti a vivere quell’esperienza”.

È anche la speranza di Thomas Summerer, il sindaco di Sesto, l’altro Comune interessato dall’ordinanza di Kompatscher. Summerer non ha deciso la chiusura delle scuole: “La nostra situazione è diversa – ha spiegato – Abbiamo registrato un positivo nel fine settimana scorso in una scuola e insegnanti e bambini stanno aspettando i risultati dei test. La scuola è chiusa fino a lunedì, poi vedremo, in base agli esiti degli accertamenti. Il quadro insomma è chiaro o in via di definizione, non serve una chiusura preventiva di tutte le scuole”.

Summerer sta meglio. Anche lui era risultato positivo: “Mi è andata bene – ha ricordato – Ho accusato qualche problema per due, tre giorni e poi i due tamponi negativi hanno posto fine il 14 ottobre alla mia quarantena. Ci sono stati anche alcuni consiglieri comunali contagiati (4, pare in una riunione post elezioni, ndr) e nessuno di loro sta male, anche se mi sembra che per alcuni la quarantena prosegua dopo un secondo tampone sfortunatamente ancora positivo”.

Sono circa cento, a Sesto, i contagiati, una ventina di loro è ricoverata negli ospedali di Brunico e San Candido, tre sono in terapia intensiva a Bolzano. E in paese la tensione non si può nascondere. “È una situazione difficile – l’ha descritta Summerer – avevamo finito una stagione estiva tra voglia di ripresa e prudenza, sembrava ci fosse il tempo per preparare al meglio l’inverno. Invece resta l’incertezza e aumentano in tutta Italia i numeri dell’emergenza. Ci sarà una stagione bianca? Arriveranno i turisti invernali a Sesto? Il timore c’è. Credo che occorra pensare a cosa si può fare per garantire la massima sicurezza a ospiti e residenti. C’è preoccupazione, ma c’è anche speranza: la gente ha capito che si devono rispettare le regole e si deve guardare avanti. Io spero che si arrivi a un punto di equilibrio, in cui la sicurezza conviva con le esigenze della comunità, dell’economia. Dobbiamo pensare adesso a come preparare i prossimi mesi”.