il processo

Uccise la moglie nella casa di Versciaco: per il perito Mustafa soffre di disturbi del sonno

L’uomo a processo per omicidio volontario sarebbe capace di intendere e volere ma soffrirebbe del disturbo Rbd che si manifesta con urla e gesti anche violenti, come pugni e calci



BOLZANO. Mustafa Zeeshan, pachistano quarantenne a processo per l'omicidio volontario aggravato di sua moglie Fatima, nella casa di Versciaco, è capace di intendere e di volere ma al tempo stesso soffre di un grave disturbo comportamentale del sonno Rem, chiamato Rbd (Rapid eye movement sleep Behavior Disorder).

Lo ha stabilito lo psichiatra Eraldo Mancioppi, che in fase di indagine era stato incaricato dal gip di stabilire se Zeeshan fosse capace di intendere e di volere.

Nella perizia, che è stata illustrata oggi (20 giugno) in tribunale durante il processo, Mancioppi si è avvalso della collaborazione del neurologo Giuseppe Plazzi, responsabile dei Laboratori per lo studio e la cura dei disturbi del sonno dell'Università di Bologna e considerato uno dei massimi esperti del settore a livello internazionale.

Plazzi ha diagnosticato a Zeeshan il disturbo Rbd, che si manifesta con urla e gesti anche violenti, come pugni e calci. Chi soffre di questo disturbo può ferirsi oppure può procurare lesioni al compagno di letto.

Il perito Mancioppi e l'ausiliario Plazzi hanno però precisato di «non poter stabilire con sufficiente certezza un nesso di causa - effetto tra questa patologia e il crimine commesso dall'imputato». In sintesi non possono affermare se quella notte Zeeshan stesse dormendo, manifestando i sintomi del disturbo Rbd, oppure se fosse, al contrario, sveglio e lucido quando uccise la moglie, picchiandola e soffocandola in camera da letto.

















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