Reclutavano lavoratori irregolari, due imprenditori arrestati tornano liberi
Maxi frode, 29 indagati. Accolto il ricorso al Riesame di un macellaio altoatesino e un imprenditore napoletano. Dissequestrati 14 milioni
BOLZANO. Sono tornati in libertà due dei tre principali indagati (che sono 29 in tutto), arrestati nelle scorse settimane dalla Guardia di finanza, nell'ambito della maxi frode per il reclutamento di manodopera a prezzi stracciati per conto di aziende della grande distribuzione e della lavorazione delle carni.
Si tratta di un macellaio altoatesino e di un imprenditore napoletano, mentre il terzo, un commercialista campano, resta ai domiciliari.
La decisione arriva dal tribunale del riesame di Bolzano che ha disposto anche il dissequestro di parte dei 14 milioni di euro sequestrati a sette delle otto aziende coinvolte nell'indagine (l'ottava non ha presentato ricorso), con sedi tra Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia.