il caso

Süd-Tiroler Freiheit a fianco di Zeller: “Il tricolore non è un dovere”

Il consigliere Hannes Widmann parla di “provocazione” da parte dell’ex sindaco Dal Medico e ribadisce: “Nessuno deve essere costretto a indossare simboli statali”

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MERANO. Il dibattito sull’uso della fascia tricolore torna ad accendere il confronto politico a Merano. Al centro della polemica, la scelta della nuova sindaca Katharina Zeller di non indossare la fascia italiana in occasione del suo insediamento ufficiale. Una decisione che ha suscitato critiche da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, dell’assessore provinciale Giuliano Bianchi e ha fatto esplodere il caso a livello nazionale, ma che ha trovato il pieno sostegno della Süd-Tiroler Freiheit.

Per il consigliere comunale del movimento Hannes Widmann, si è trattato di “una provocazione mirata da parte dell’ex sindaco Dario Dal Medico”, accusato di voler imporre un simbolo statale per motivi politici. “Il fatto che Dal Medico, pur essendo stato sfiduciato, pretenda ora di dire alla sua successora come presentarsi, è quasi una mancanza di rispetto istituzionale”, ha dichiarato Widmann.

La Süd-Tiroler Freiheit rivendica la libertà di scelta nell’uso dei simboli statali e respinge ogni forma di imposizione: “Non ci può essere alcun obbligo di indossare il tricolore, né durante le cerimonie istituzionali, né nei matrimoni civili, né negli edifici pubblici, né nello sport. Chi desidera farlo, deve poterlo fare. Ma nessuno può essere costretto”, si legge in una nota del gruppo di Merano.

Widmann elogia l’atteggiamento della sindaca Zeller, definendolo “dignitoso e rispettoso”, in contrasto con quello che ha definito un “tono autoritario” da parte di chi ha sollevato la questione. Il consigliere ha anche criticato le reazioni dei media e di alcuni esponenti politici italiani, accusandoli di usare i simboli nazionali come strumenti di scontro anziché di dialogo.

La questione, destinata a far discutere ancora, evidenzia le tensioni irrisolte sul piano dell’identità culturale e istituzionale dell’Alto Adige, soprattutto in città simbolo come Merano, dove la convivenza tra le comunità linguistiche resta un tema centrale.













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