Scuole chiuse in estate: genitori in lotta per trovare posto ai figli
Negli ultimi giorni problemi di accesso ai portali di numerose associazioni, presi d’assalto dalle famiglie. Intanto Achammer e Pamer lavorano per tenere aperte le materne a giugno e luglio con la collaborazione delle coop
BOLZANO. Negli ultimi giorni, ripetute difficoltà ad accedere al portale iscrizioni di alcune associazioni cittadine per prenotare le tanto agognate attività estive, come segnalano diversi genitori bolzanini. Solo la ciliegina sulla torta della questione che, senza tanti giri di parole, si potrebbe sintetizzare così: dove sistemo i ragazzi quest'estate? Ma anche, ancora più banalmente, dove li lascio il resto dell'anno quando non c'è scuola?
La politica provinciale si sta finalmente rendendo conto che il problema è terribilmente serio: il tasso di natalità sta scendendo a vista d'occhio anche nel fino all'altroieri prolifico Alto Adige: si fanno meno figli, così le aziende non trovano personale e in prospettiva sarà sempre peggio, anche perché chi immigra qui, appena può, leva le tende per andare a vivere in un posto meno caro. Si badi: non si tratta più solo di agevolare la conciliazione famiglia-lavoro. Si tratta di garantire il lavoro, ossia il futuro della nostra provincia. E se ne sono resi conto anche nelle valli sudtirolesi. Dove si preme. Fortissimo.
Niente asili tutto l'anno
Manca il personale, i sindacati si sono messi di traverso e non se ne esce.
Però, dal 2026 le scuole dell'infanzia dovrebbero rimanere aperte almeno nella seconda metà di giugno e a luglio, senza assalto alla diligenza il primo minuto del clic day per iscriversi, che dovrebbe essere abolito. Su questo almeno stanno lavorando l'assessorato alla scuola tedesca di Philipp Achammer e l'assessorato alla famiglia di Rosmarie Pamer. Il tutto grazie al sostegno delle coop private: stessi spazi, personale diverso.
«L'assistenza estiva verrà gestita dai Comuni, i fondi di Pamer però varranno per tutti, non solo per tedeschi e ladini», chiarisce il vicepresidente della giunta provinciale Marco Galateo. Ai dettagli si sta ancora lavorando. Si dovrebbe riuscire a trovare la quadra entro il 2025, onde permettere, a gennaio 2026, che chi si iscrive alla scuola dell'infanzia possa contemporaneamente mettere la spunta anche sulla voce: assistenza a giugno e luglio. Prendi due, paghi uno. Cioè, in realtà ancora non si sa: la materna si paga, seppure al massimo poco più di 100 euro al mese. Per giugno e luglio, come funzionerà? Per ora non è dato sapere. Per agosto, invece, non se ne farà niente: materne chiuse, tutti al mare nel periodo più costoso e affollato dell'estate.
Già ora una settimana difficile
C'è la settimana Sharm. C'è poi Natale, ma lì per via delle festività va via un poco più liscia. Poi arriva il Carnevale. Le scuole rimarranno chiuse per nove giorni - certe tedesche addirittura per dieci, non dimenticando che giovedì grasso c'era pure la lectio brevis. C'è chi ha a disposizione i santi nonni e chi no e impazzisce. C'è chi può e si mette in smart working magari in un'altra città così la nonna dà una mano. C'è chi spedisce la figlia a fare il collegiale di nuoto in val di Non. C'è chi si prende ferie e magari approfitta per andare al caldo a Siviglia. C'è chi può permetterselo e risolve pagando. Perché se metti mano al portafogli, 150-200 euro a settimana, il posto lo trovi sempre anche all'ultimo minuto, ma pochi possono permetterselo. Va meglio a chi ha i figli piccolissimi, perché nidi e ancor più Tagesmütter sono quasi sempre aperti. Chi ha i bambini alle elementari, con qualche incastro se la cava ancora. Alle medie e alle superiori i figli si arrangiano. Il grande problema riguarda dunque la materna: da 3 a 5 anni, che a casa da soli non puoi lasciarli nemmanco 10 minuti. Vale ora, figurarsi per l'estate.
Lo dimostra il vademecum elaborato dal Comune di Bolzano, alla sua ventesima edizione. Ben 105 pagine di attività proposte da 50 enti e associazioni. Ma non basta neanche questo. Perché le settimane di stop estivo sono 12 e per quanto una famiglia abbia possibilità, più di 3/4 settimane di ferie, più spesso solo 2, non si riescono a fare, specie se si lavora nel privato o si è autonomi. C'è chi fa i conti: scuola aperta 175 giorni su 365, ne avanzano 190. Toglici i 52 weekend, ne restano fuori 86. Sono quasi tre mesi. Puoi anche toglierci le ferie di mamma e papà. Ma rimangono sempre troppi.