Troppo caldo, le piante soffrono: potenziata l’irrigazione anche in città
Un mese e mezzo senza pioggia, minime mai sotto i 20 gradi. Gasser (Bauernbund): «Ci stanno salvando le riserve idriche accumulate in inverno e primavera». Le giardinerie: «Con queste temperature certe piante non resistono»
BOLZANO. Dopo mesi e mesi di pioggia, tanto caldo. E due fenomeni, conseguenti, concomitanti e in parte contraddittori: lo straordinario proliferare di erbacce e arbusti nelle città e la necessità, specie in fondovalle, di irrigare e innaffiare molto più del solito, perché altrimenti niente frutta, niente uva da pigiare, pascoli prati da sfalcio orti e giardini che si seccano e ciao.
Colpa soprattutto delle temperature elevate, anche di notte, visto che per trenta giorni di fila le minime in città non sono mai scese sotto i 20 gradi. Un fenomeno un tempo eccezionale, ora divenuto la norma. Si chiama notte tropicale ed è fatale a molte piante, se non adeguatamente seguite. Ossia bagnate.
Contadini e allevatori si salvano. «Bisogna dire - chiarisce il presidente del Bauernbund Daniel Gasser - che a parte qualche valle dove ora è piuttosto secco, al momento a Bolzano e dintorni non abbiamo problemi. Essendo caduta così tanta acqua fino a fine giugno, le fonti sono abbastanza sicure, così possiamo irrigare frutteti e prati. Certo, c'è siccità, da cinque o sei settimane». Se fossimo nella situazione del 2022 o del 2023, anni siccitosi, sarebbero davvero guai. «Avremmo avuto grossi problemi. In inverno e in primavera c'erano state poche precipitazioni». Per quanto riguarda la pastorizia, «ormai siamo a fine stagione, scendere qualche giorno prima del solito non sarà un problema».
Nella zona di Bolzano fino a Merano e Bressanone, a bassa quota, «si è costretti a irrigare più del solito; lo stanno facendo tutti». Non ci saranno dunque ripercussioni per la siccità. «Per il resto, in generale, come annata finora è andata abbastanza bene. Sicuramente molto piovoso all'inizio, siamo dovuti stare molto dietro ai nostri frutteti e vigneti. Per il resto bene, anche per la zootecnia, abbiamo avuto almeno due sfalci abbastanza buoni. Ora per frutta e vigne speriamo in notti più fresche, così le mele assumeranno più colore e i nostri vini risulteranno migliori».
A Bolzano città, gli operai della giardineria comunale e pure quelli privati commentano: logicamente cerchi di avere una gestione oculata, ma all'occorrenza bisogna aprire bene i rubinetti.
Per fortuna, come chiarisce Roberto Dinale dell'ufficio idrologia della Provincia, l'acqua quest'anno c'è: «Qualche giorno fa la notizia che il sindaco di Naz Sciaves ha invitato a risparmiarla ci ha un pochino sorpresi. È vero, nell'ultimo mese ha piovuto poco ma veniamo da un primo semestre con precipitazioni molto abbondanti, ovunque; i livelli di falda a inizio giugno erano quasi ai massimi storici in tanti posti dell'Alto Adige». Dinale condivide il punto di vista di Gasser. «Di base le risorse ci sono, stanno iniziando a scendere dal massimo, le si va via via utilizzando, ma abbiamo molto fieno in cascina». Anche se, dopo un mese abbondante con poca pioggia «ci sono situazioni locali critiche». Ma «per l'agricoltura c'è disponibilità e anche sui bacini idroelettrici siamo a posto: le grandi dighe erano piene decisamente prima del solito. Di norma si riempiono per fine estate, quest'anno lo erano già a giugno. Per quanto riguarda l'acqua fluente la portata è un po' calata, siamo forse un po' sotto la media, ma considerando l'intero anno siamo ancora sopra la media».
Ripercussioni ci sono state di certo a Bolzano città. Le pendici del Guncina, a meridione, lo evidenziano: ampie zone di secco. E anche in città, secchi i prati, molte piante vecchie di anni o decenni soffrono o peggio. Confermano gli esperti della giardineria Schullian. «Quest'anno - così Andreas Lintner - abbiamo avuto trenta giorni di fila in cui di notte non si è scesi sotto i venti gradi e anche in questi giorni c'è un afa...» Con queste temperature molto elevate, specie quelle notturne, «occorre innaffiare di più». E chi non lo ha fatto, ora soffre per le conseguenze. «Per fortuna, nella zona di Bolzano i pozzi d'acqua sono pieni, un mese fa a Rencio l'acqua era anche troppo alta. In montagna, in alto, è un'altra cosa». Ma comunque, il cambiamento climatico si fa sentire anche in città. Soffrono anche le piante: «Il geranio di città per esempio quando fa troppo caldo per un lungo periodo smette di fiorire». Il nuovo corso è questo: «Puntare sulle piante che resistono di più».