Il taccuino della gentilezza

Via Palermo, «uno staff premuroso»

L’Alto Adige ha deciso di dare spazio alla gentilezza: partiamo da una lettera inviataci da una famiglia per ringraziare i dipendenti del supermercato Despar di via Palermo. Fatelo anche voi: scrivete a bolzano@altoadige.it e segnalateci le persone cortesi!



BOLZANO. Attenzione, premura, gentilezza non sono modi di essere scontati. Ma quando ci sono - ed in particolare nei momenti di difficoltà - diventano ancora più importanti ed assumono un significato speciale. Per questo come giornale Alto Adige abbiamo deciso di dare spazio a piccole grandi storie di gentilezza, per valorizzarle e nella speranza che possano diventare una sorta di antidoto contro la maleducazione e le campagne di odio che imperversano sui social. Partiamo da questa lettera inviataci qualche giorno fa dalla famiglia Gandini per ringraziare i dipendenti del supermercato Despar di via Palermo: «Vorremmo esprimere per mezzo delle pagine di questo quotidiano, tutta la nostra più sincera gratitudine a tutto il personale del supermercato Eurospar di via Palermo 20 di Bolzano. La disponibilità e la premura dimostrate nei confronti di un nostro familiare in seria difficoltà, dopo una brutta caduta, sono cose rare. Il tempestivo intervento del personale, la professionalità nel prestare un primo prezioso intervento, in attesa dell’ambulanza, l’umanità dimostrata hanno fatto la differenza e ha significato molto per noi e per lui. È raro incontrare persone così attente e premurose e per questo ci preme poterlo portare a conoscenza dei vostri lettori. Ringraziamo di cuore tutto il personale per quanto ha fatto».

 

La nostra iniziativa «Segnalateci le persone cortesi»

A metà degli anni Cinquanta il nostro giornale aveva indetto un referendum chiedendo ai lettori e alle lettrici di segnalare quelle persone che si distinguevano per gentilezza e cortesia. Un autista del bus, il/la sportellista di un ufficio pubblico, un tassista, il postino, un’infermiera, il parcheggiatore, il netturbino, l’oste o il fattorino di un negozio, una commessa dell’Upim, il pizzicagnolo sotto casa, il ragazzo che aiutava a portare la spesa... Chiunque, insomma, si dimostrasse sempre attento, premuroso. In una parola: gentile. Arrivarono decine di segnalazioni da tutta la provincia: il giornale per quasi tre mesi pubblicò una serie infinita di brevi ritratti sotto la rubrica “L’emblema della cortesia”. Oggi, purtroppo, l’insulto (spesso all’ombra di una tastiera), l’arroganza e la violenza verbale sembrano essere i tratti distintivi delle relazioni (più urli, più sei). Occorre recuperare la “gentilezza” come un valore. Pensavamo fosse scontata, entrata nel nostro DNA. Ma non lo è più. Abbiamo così deciso di riaggiornare la vecchia rubrica. Si chiama “Il taccuino della gentilezza”: la prima “puntata” la potete leggere qui accanto. Segnalateci persone che, nella vita di tutti i giorni, vi mettono di buon umore con i loro modi gentili. Mandate una mail a bolzano@altoadige.it indicando nome e cognome, dove lavora, e una breve motivazione. Se non sapete come si chiama, niente paura, ci pensiamo noi a rintracciarla. LF

 













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