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12 settembre 1968: Maia Alta senz'acqua, code alle cisterne dell'Esercito

Il disagio interessa circa diecimila persone e dura per giorni. Tutti vanno a raccoglierla con i secchi



MERANO. Un violento temporale diventato tempesta e poi alluvione ha danneggiato gravemente le condutture dell'acqua che forniscono il quartiere di Maia Alta. I terreni dove scorrevano le tubature, impregnati di acqua piovana, sono franati, portandosi dietro la rete idrica. Centinaia di famiglie (circa diecimila persone) rimangono per giorni senza acqua potabile in casa. Si formano lunghe code ai camion cisterna mandati dall'Esercito per tentare di arginare i disagi, che interessano anche i numerosi alberghi della zona.

Scrive l'Alto Adige: «La situazione resta grave. Ieri mattina, quattro cisterne - tre militari e una del Comune - hanno percorso le numerose strade di Maia Alta per rifornire le famiglie e gli alberghi che ne erano privi. In molti punti si sono formate lunghe code: tutti scendevano dalle case con secchi, tinozze ed anche semplici bottiglie. La zona colpita comprende via Cavour dal bar Olimpia in su, via Schaffer, via Dante, via San Giorgio, Piazza Fontana, via Cadorna, via Scena, via Virgilio, via Fiuggi, e tutte le strade in direzione del Monte di Avelengo e di Scena. Maia Alta è la zona turistica di Merano, vi sono molti alberghi. Sono tutti naturalmente privi d'acqua, con un gravissimo danno per gli effetti turistici.

I danni apportati dall'alluvione e dalle frane dell'acquedotto sono molto gravi. Sul posto è all'opera una squadra di specialisti dell'Ufficio tecnico comunale, che trova grosse difficoltà, specie per la natura del terreno, cedevole e pericoloso. Ieri mattina, con un grosso tubo fornito dai pompieri, è stato possibile fare un collegamento di emergenza tra le condutture di Maia Alta e l'acquedotto di Val di Scena, ma senza risultati apprezzabili.

La gente di Maia Alta ha preso con filosofia la situazione: per il momento accetta più divertita che veramente seccata l'impegno di dover andare a raccogliere l'acqua con i secchi. Tutti, tuttavia, hanno paura che questa storia possa durare a lungo, cosa possibile. L'ufficiale sanitario del Comune continua a raccomandare alla popolazione interessata di bollire per almeno venti minuti l'acqua delle autocisterne prima di berla. Non ci sono per il momento pericoli, ma è meglio evitare rischi inutili, specie se questa forma di rifornimento durerà a lungo». Lf













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