25 agosto 1977: Andreotti, vacanze meranesi. Cavalli, passeggiate e ramino
Era al suo secondo mandato da presidente del consiglio e seguiva personalmente le delicate trattative per la chiusura del "pacchetto"
BOLZANO. Il sette volte Presidente del Consiglio (e trentacinque volte ministro) Giulio Andreotti era un affezionato frequentatore di Merano. Fin dagli albori della Repubblica, non mancava mai di trascorrervi brevi periodi di vacanza, sia d'estate sia d'inverno.Soggiornava sempre all'Hotel Palace e intratteneva rapporti cordiali con diversi esponenti della Volkspartei.
Seguiva personalmente le delicate trattative per la chiusura del "pacchetto" e il varo delle norme di attuazione dello Statuto di autonomia. Quando arriva in Alto Adige nell'agosto del 1977 per trascorrere due settimane di vacanza, è al suo secondo mandato da premier (l'«Andreotti II», in carica dal luglio 1976). L'Italia attraversa un periodo difficile: sono gli anni di piombo, della violenza politica e del terrorismo. Il governo si regge sull'appoggio esterno del PCI, nel quadro del "compromesso storico". La crisi economica morde. Come se non bastasse, mentre Andreotti cerca di rilassarsi al Palace, a Roma il criminale nazista Herbert Kappler, responsabile della strage delle Fosse Ardeatine, evade dall'ospedale militare del Celio.
Ma Andreotti -- serafico e ironico come sempre -- non si lascia turbare e prosegue nel suo periodo di "stacco" dalle grane romane. Frequenta regolarmente l'ippodromo di Maia (i cavalli erano una sua grande passione), fa lunghe passeggiate con Donna Livia, la moglie, gioca interminabili partite a ramino. Qua e là, riceve delegazioni di notabili democristiani, qualche sacerdote e alcuni esponenti della SVP. Il 25 agosto è previsto il rientro a Roma.
Scrive l'Alto Adige: «Alle 23.02 salirà alla Stazione di Bolzano sul treno Espresso 287 che lo riporterà nella capitale, dove arriverà domattina alle 8.50 e quasi subito si metterà al lavoro, considerato che è prevista la riunione del Consiglio dei Ministri». Andreotti si dice «soddisfatto di aver scelto Merano. Vi tornerò volentieri». Sull'attuazione del "pacchetto" dice: «Mancano ancora parecchie norme. La volontà è di concludere entro il 1977».
E aggiunge: «Dei sudtirolesi ammiro molto le doti di attaccamento al lavoro e lo spirito di solidarietà. Se fosse diffuso lo spirito che anima qui le cantine sociali e le casse rurali, ad esempio, la nostra vita economica nazionale andrebbe molto meglio».